
Il leghista Massimiliano Robbiani ha inoltrato al Consiglio di Stato un'interrogazione dal titolo: "Inquisizione di Berna in Val Malvaglia?". Ecco qui di seguito il testo completo:
"Nel lontano 1980 con l’entrata in vigore della Legge federale sulla pianificazione del territorio (LPT) fu sancito il principio della separazione tra comprensorio edificabile e comprensorio non edificabile.
Al fine di poter operare anche fuori zona edificabile, ma con regole chiare, il Gran consiglio ticinese approvò pressoché all’unanimità, il Piano di utilizzazione cantonale dei paesaggi con edifici e impianti protetti (PUC -PEIP) nel 2010.
Questa approvazione, nonostante fosse frutto di anni di collaborazione con la Confederazione, fu mal digerita da Berna tant’è che l’ARE (Ufficio federale dello sviluppo territoriale) interpose ricorso al TRAM, ricorso tutt’ora pendente.
Questo ricorso blocca di fatto tutte le ristrutturazioni dei rustici che rientrano nei settori contestati dall’ARE, mentre la parte non oggetto del ricorso, permette, con regole chiare e ben definite, di ristrutturare i nostri rustici tramite la presentazione di una domanda di costruzione.
Negli scorsi mesi il Dipartimento del territorio ha rilasciato una licenza di costruzione per la riattazione di un rustico in Val Malvaglia, secondo le regole previste dal PUC-PEIP approvato dal GC e nel comparto non contestato dall’ARE, quindi potremmo dire tutto ok?
No, doccia fredda! Sembrerebbe che nelle scorse settimane sia stato scomodato un alto funzionario dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale che da Berna si ê recato sui monti della frazione di Malvaglia (comune di Serravalle) accompagnato dal legale Claudio Cereghetti (che rappresenta l’AIRE nella controversia sul PUC-PEIP), per decidere se inoltrare o meno ricorso contro il rilascio della domanda di costruzione da parte del Cantone.
Una procedura alquanto inconsueta poiché non si è mai visto un funzionario federale che giunge in una frazione ticinese per effettuare un sopraluogo in merito a una procedura edilizia, oltretutto dopo che il Cantone ha già effettuato i rilievi del caso ed espresso il proprio preavviso.
Alla luce di tutto ciò si chiede al lodevole Consiglio di Stato quanto segue:
1. Corrisponde al vero che il PUC-PEIP è arrenato al TRAM da più di 6 anni?
2. Se così fosse, sempre nel rispetto della separazione dei poteri, tema tanto sensibile nel nostro Cantone, non ritiene il CDS che sia giunta l’ora di sollecitare il TRAM e sbloccare questa situazione che di fatto penalizza centinaia di ticinesi che sono impossibilitati a ristrutturare i loro rustici?
3. Corrisponde al vero che recentemente l’Ufficio federale dello sviluppo (ARE) si sia recato in Ticino con il proprio legale per verificare una specifica licenza edilizia di un rustico?
4. Se si, questa ê una normale prassi?
5. Questi costi sono interamente a carico della Confederazione oppure in qualche modo vengono riversati sul cantone/comune o peggio ancora sul cittadinoistante della domanda di costruzione?
6. Il CDS è informato se questo modo di operare, al quanto anomalo, avviene solo per il Ticino?
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