Cerca e trova immobili
Ticino
Inquinamento nel Mendrisiotto: "Ma non causa demenza"
Inquinamento nel Mendrisiotto: "Ma non causa demenza"
Inquinamento nel Mendrisiotto: "Ma non causa demenza"
Redazione
9 anni fa
Il Consiglio di Stato risponde a Tiziano Galeazzi, smentendo la tesi avanzata dal dottor Giorgio Noseda

"L'inquinamento atmosferico provoca non solo un aumento delle patologie polmonari e cardiache, ma anche dei casi di demenza."

Ad affermarlo, in un'intervista rilasciata nel marzo scorso a TeleTicino e in un successivo articolo pubblicato sul Corriere del Ticino, è stato il professor Giorgio Noseda, sulla base di un recente studio svolto in Canada su un campione di 2,2 milioni di persone, che avrebbe dimostrato appunto la correlazione tra inquinamento e demenza.

Un'intervista che aveva suscitato la reazione del deputato Tiziano Galeazzi (UDC), che aveva quindi chiesto maggiori lumi al Consiglio di Stato tramite un'interrogazione parlamentare (vedi articolo suggerito).

Ma il Consiglio di Stato, nella risposta fornita negli scorsi giorni a Galeazzi, preferisce andarci più cauto.

Pur riconoscendo che "l'impatto dell'esposizione alle polveri fini è confermato da numerose ricerche scientifiche", il Consiglio di Stato scrive che "le stime del rischio riferite alla popolazione canadese dovranno essere verificate e suffragate da altri studi epidemiologici."

"Diversamente da quanto riportato nell'articolo di giornale secondo cui le polveri fini danneggiano il cervello", prosegue il Governo, "lo studio epidemiologico non parla di nessi causali tra l'esposizione alle polveri fini e l'incremento dell'incidenza della demenza, ma unicamente di associazione statisticamente significativa."

"Il valore dello studio è soprattutto quello di avere identificato un nuovo fattore di rischio associato all'insorgenza della demenza" scrive il Consiglio di Stato. "Bisogna tuttavia ricordare che anche per la demenza, come per le altre malattie non trasmissibili, le cause sono multifattoriali e in gran parte ancora sconosciute. Il valore modesto dell'associazione indica e comporta infatti che altri fattori, molto più importanti, contribuiscono al processo patologico."

Infine il Governo scrive che "l'articolo non identifica la percentuale di casi di demenza determinati dall'esposizione alle polveri fini rispetto al totale dei casi in una popolazione, ma evidenzia l'esistenza di un'associazione statisticamente significativa espressa con l'hazard ratio, che indica la probabilità di sviluppare una determinata malattia. Un hazard ratio di 1,07 significa che le persone che vivono nelle vicinanze di una strada fortemente trafficata hanno un rischio del 7% in più di sviluppare una demenza rispetto a chi si trova oltre 300 metri di distanza. Non significa quindi che il 7% delle demenze riscontrate in quella zona è attribuibile all'esposizione alle polveri fini."

Galeazzi chiedeva inoltre se è vero che il Mendrisiotto è una delle regioni più inquinate d'Europa. Il Governo gli risponde che effettivamente la Lombardia registra concentrazioni delle principali sostanze inquinanti tra le più alte d'Europa, ma i valori del Mendrisiotto sono "di oltre il 30% inferiori a quelli di Milano e del suo Hinterland."

Il Governo conclude ricordando che "nonostante l'indubbio influsso delle emissioni prodotte nella Pianura padana sulle concentrazioni registrate nel Mendrisiotto, è comunque importante ribadire come queste dipendano in maniera considerevole anche dalle emissioni prodotte a livello locale, in territorio ticinese in generale, e nel Sottoceneri in particolare."

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata