
Non sono state sostanze nocive ma sabbia a causare l'intorbidimento delle acque del Cassarate il 21 luglio 2015.
Lo scrive il Municipio di Lugano in risposta a un'interrogazione di Paolo Toscanelli (PLR), Lorenzo Beretta Piccoli (PPD), Norman Luraschi (Lega), Roberto Badaracco (PLR) ed Enea Petrini (Lega), i quali parlavano di "increscioso incidente" e chiedevano all'Esecutivo di prendere posizione "a riguardo di questi continui riversamenti di sostanze nei corsi d'acqua presenti nel territorio comunale".
Ma il Municipio, come detto, ha negato che si trattasse di sostanze nocive. "Lo scarico di sostanze in sospensione nel fiume Cassarate è stato causato dalla presenza di troppo materiale sabbioso nel pozzo di sedimentazione della cava adiacente" scrive il Municipio, spiegando di aver ordinato a una ditta di asportare il sedimento dal pozzo. Dopo l'operazione "non è più stata rilevata la presenza di sedimenti" e i 22 pesci morti individuati dal guardipesca "sono stati trovati a monte del rilevamento".
In merito allo stato di salute della rete di smaltimento delle acque cittadine, il Municipio spiega che da un'ispezione con telecamere è emerso che solo il 34% dei collettori è in buono stato. Quelli mediocri sono il 35%, quelli in cattivo stato il 26%, i pessimi il 3%. Con questi dati si intende ora elaborare un piano di intervento nell'ambito del Piano generale di smaltimento delle acque.
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