
Una condanna e un'assoluzione. Si è concluso in serata con la lettura della sentenza il processo in pretura penale a Bellinzona per l'inquinamento d'ammoniaca del fiume Lavizzara, in Valle Maggia. Un inquinamento disastroso che il 18 agosto 2008 causò una strage di pesci, circa 4'000 esemplari morti.Secondo il pretore Marco Kraushaar il colpevole e responsabile di quel clamoroso danno al patrimonio ittico fu il 69enne del Luganese, uomo di fiducia del Municipio di Lavizzara, che quel giorno orchestrò la maldestra e approssimativa operazione di svuotamento dell'ammoniaca dal sistema refrigerante della pista di ghiaccio di Prato Sornico. I residui della sostanza tossica vennero scaricati nel pozzo adiacente la pista. Un pozzo che poi defluisce nel fiume.Confermato dunque il decreto d'accusa del procuratore pubblico Moreno Capella che per il 69enne aveva proposto una pena pecuniaria, sospesa, di 1'200 franchi e una multa di 700. Assolto invece il secondo imputato, un 49enne italiano, tecnico frigorista che il 4 giugno, sempre del 2008, eseguì lo stesso intervento, ma in quel caso la quantità di ammoniaca finita nel pozzo non risultò letale per i pesci. Un'azione, per quanto vietata, non di rilevanza penale secondo quanto stabilito dal pretore.Per quanto riguarda i 75'000 franchi per danno al patrimonio ittico richiesti dall'Ufficio caccia e pesca, che nel processo si è costituito parte civile, il pretore ha deciso per un risarcimento di 15'000 franchi con i ripetibili.
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