
Si è tenuta oggi pomeriggio, presso l'Hotel Belvedere di Locarno, l'Assemblea delle Polizie comunali ticinesi. Un'assemblea durante la quale, ci sarebbe mancato altro, il tema principale è stato quello della Polizia unica, la cui realizzazione è stata ventilata dal direttore delle Istituzioni Norman Gobbi per il 2021.
"Qui non si tratta, come taluni vogliono far credere, di salvare i propri orticelli o i posti dirigenziali" ha esordito in aula il presidente dell'Associazione delle Polizie comunali ticinesi, Dimitri Bossalini. "Assolutamente no, la regionalizzazione delle polizie comunali e la riduzione dei corpi, che operano nei territori di più Comuni, rispondono senza possibilità di smentita a queste sterili insinuazioni."
"Si tratta invece di realizzare" secondo Bossalini "un vero tassello i cui punti cardine siano chiari ed ancorati in una Legge ed un regolamento. Si vuole implementare una polizia di prossimità con compiti specifici e poco invasivi a livello burocratico. Il tutto consolidato da una conoscenza del territorio, delle persone, delle dinamiche sociali, che può essere raggiunta grazie ad un comprensorio di pertinenza circoscritto e sentito."
Bossalini ha fatto notare come, con il messaggio governativo del 2 aprile scorso, si sia voluto "rispolverare un progetto che tre anni orsono era stato accantonato", ossia quella della Polizia unica, "proprio mentre in ogni regione si sta alacremente operando per trovare gli accordi prima e stipulare le relative convenzioni poi."
"Non possiamo quindi che condividere quanto hanno espresso i diversi Esecutivi comunali e le associazioni di categoria, che da Chiasso ad Airolo hanno giustamente contestato l’agire del Governo Cantonale reputando inadeguato ed inopportuno voler progettare l’implementazione della polizia unica, quando nemmeno si è giunti al compimento di un progetto che per la sua ottimizzazione, necessita di almeno 5/6 anni" ha esclamato Bossalini. "Si proprio quei 5 o 6 anni in cui invece si vorrebbe, stravolgendo il contesto normativo vigente, implementare una polizia unica."
"Semmai è proprio dal 2021 che si potrebbero trarre le valutazioni oggettive di quanto si sta improntando a livello di sicurezza, e casomai è a partire da quella data che andrebbero apportati i correttivi se risulteranno necessari" ha aggiunto.
Secondo il presidente delle Polizie comunali, il messaggio governativo sulla Polizia unica è "in chiara antitesi su quanto si sta realizzando".
"E se la contraddizione è sugli aspetti basilari in ambito di sicurezza, allora lascio a voi le riflessioni che ne possono scaturire" ha commentato.
Bossalini ha ricordato come lo stesso direttore delle Istituzioni Norman Gobbi, in passato, aveva elogiato l'ottima collaborazione tra Polizie comunali e cantonale.
”La nuova LCpol valorizza il ruolo delle polizie comunali e conforma l’obbligo dei Comuni nel disporre un servizio di polizia locale” aveva detto Gobbi a Mendrisio nel 2011. “Questo nuovo atto legislativo permetterà alle polizie comunali di mantenere le loro peculiarità, caratterizzate dalla conoscenza delle dinamiche locali, dalla capacità di rispondere prontamente alle richieste dei propri cittadini, e dall’azione di prevenzione e consulenza che tiene conto di tutte le fasce della popolazione, in stretta collaborazione con gli altri servizi comunali che operano in ambito sociale”.
"Le polizie comunali costituiscono un partner fondamentale nel garantire la sicurezza, il presidio del territorio e nell’espletamento dei compiti di prossimità" aveva ribadito lo stesso Gobbi a Cadempino, nel 2013.
I responsabili delle Polizie comunali fanno quindi fatica a capire come nel Messaggio Governativo vi siano invece indicazioni esattamente all’antitesi rispetto a quanto era stato detto e scritto.
"La Polizia unica andrà solo a rafforzare gli effettivi della Polizia cantonale, dando così una risposta alla richiesta d’aumento degli agenti presentata dal Dipartimento delle Istituzioni, ma a scapito di una presenza capillare sul territorio e con una copertura finanziaria a carico dei Comuni" ha affermato Bossalini. "Ai Comuni, e va detto a chiare lettere, non resterebbe dunque che pagare senza potere decidere alcunché, per un servizio in ogni caso peggiore dell’attuale. Non solo, i Comuni dovranno comunque assumersi dei costi diretti per gestire quei compiti di competenza comunale, attribuiti alle rispettive Polizie, che non verranno certo ripresi e garantiti da una Polizia unica."
Bossalini ha quindi esortato i Municipi ad accelerare l'approvazione delle convenzioni riguardanti le collaborazioni tra Polizie comunali. La via più efficace, secondo i responsabili delle Polizie comunali, per contrastare una Polizia unica imposta dall'alto.
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