
"Il siparietto messo in atto dall’UDC in Consiglio nazionale è una pagliacciata irrispettosa delle istituzioni, ma qualificare - come ha fatto un deputato del PSS - di 'fascista' chi canta l’inno nazionale è altrettanto inopportuno, così come paragonare l’Ucraina golpista e guerrafondaia alla Russia". È quanto si legge in un comunicato diramato questa sera dal Partito Comunista ticinese, a seguito degli odierni festeggiamenti dell'UDC al Nazionale in occasione dei 25 anni dal rifiuto del popolo svizzero all'adesione allo Spazio economico europeo (SEE).
Nella nota firmata da Massimiliano Ay, si legge poi quanto segue:
"I nostri consiglieri nazionali, al posto di guardare indietro al 1992 e arroccarsi su una votazione di 25 anni fa, dovrebbero finalmente ripensare da zero le relazioni internazionali della Svizzera, accettando finalmente che il sistema atlantico è in crisi e che il futuro si trova nell’area economica euroasiatica e nel progetto di Nuova Via della Seta. E questo non l'ha capito né la sinistra europeista né la destra nazionalista".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

