
Si è aperto questa mattina a Lugano il processo all’ex consigliere comunale luganese e imprenditore Davide Enderlin. Il 51enne, recentemente condannato in Italia per riciclaggio nel caso Carige (accusa che contesta di fronte alla Corte europea dei diritti dell’uomo), deve rispondere di fronte alle Assise Correzionali di Lugano di svariate imputazioni per amministrazione infedele e falsità in documenti.
Le accuse
I filoni dell’atto d’accusa firmato dal procuratore pubblico Daniele Galliano sono due: il primo, che Enderlin contesta per intero, riguarda delle retrocessioni occulte percepite dalla banca con cui lo studio legale del padre dell’imputato aveva stipulato una concessione. L’istituto presso cui i clienti venivano indirizzati, riversava il 50% delle commissioni allo studio. Davide Enderlin, secondo l’accusa, si è macchiato di amministrazione infedele aggravata, per aver incassato circa 1,3 milioni di franchi senza informare i clienti dell’accordo con la banca e senza rendicontare le transazioni. Queste operazioni sono durate dal 2007 al 2013. Enderlin, interrogato dal giudice Mauro Ermani, ha spiegato che questo sistema di finanziamento della gestione patrimoniale era stato deciso dal padre, che non voleva incassare direttamente una commissione dai clienti.
L’accordo per una pena sospesa
Il secondo filone di accuse riguarda invece la relazione di Enderlin con la cantante di origine lituana Ginta Biku. Una relazione clandestina, così l’imputato ha utilizzato denaro di alcune società che amministrava per finanziarla. Alla donna, l’imprenditore luganese ha acquistato gioielli, terreni, ma anche finanziato attività imprenditoriali e viaggi, nonché la sua carriera artistica. Queste accuse, invece, sono respinte solo in piccola parte: Enderlin contesta un episodio specifico. L’imputato, il suo avvocato Luca Marcellini e il procuratore pubblico Daniele Galliano si sono accordati per una pena sospesa di 12 mesi, che comprendono anche la falsità in documenti finalizzata al compimento degli altri reati.
Due milioni di franchi
Tra il 2013 e il 2014, Enderlin ha finanziato l’attività della cantante attraverso il denaro di alcune sue società, non potendolo fare con il suo patrimonio personale, perché questo avrebbe potuto insospettire la compagna. Si parla di circa due milioni di franchi andati in terreni, gioielli (tra cui un incastonato di diamanti per 600mila franchi) e viaggi, così come un versamento a società attive nella ristorazione, nella moda e nell’industria discografica intestate alla donna. Enderlin in aula ha parlato di “un’infatuazione del momento” per l’artista, con la quale anche durante la relazione si sarebbe visto poche volte. In aula l’imputato ha spiegato che oggi la donna è debitrice nei suoi confronti per una cifra importante, che conta di poter recuperare una volta finiti i processi, soprattutto grazie alla vendita di un immobile intestato a lei ma pagato con i soldi dell’imprenditore. Il processo si concentra sulle accuse contestate.

