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Ticino
Iniziative ospedaliere, "Un sì e un no"
Iniziative ospedaliere, "Un sì e un no"
Iniziative ospedaliere, "Un sì e un no"
Redazione
9 anni fa
L'ACSI si dice favorevole a quella "Per la qualità e la sicurezza delle cure ospedaliere”, ma contraria su “Cure mediche e ospedaliere di prossimità"

L'Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana (ACSI), in qualità di associazione che rappresenta i diritti dei pazienti e degli assicurati, si esprime sulla raccolta firme attualmente in corso per due iniziative che toccano temi sanitari: un si "logico" a quella "Per la qualità e la sicurezza delle cure ospedaliere” e un no "coerente" a quella su “Cure mediche e ospedaliere di prossimità”. 

Lo scorso 5 giugno, ricorda l'associazione, l’ACSI ha invitato a votare a favore della modifica della legge sull’Ente ospedaliero cantonale rilevando che "gli accordi di collaborazione fra ospedali pubblici e cliniche private avrebbero dovuto basarsi su 3 principi fondamentali: il sistema di primariato, il contratto collettivo di lavoro e un numero adeguato di posti di formazione". Principi che sono stati ripresi dall’iniziativa lanciata nelle scorse settimane che chiede pure criteri di qualità e sicurezza dei pazienti in tutte le strutture finanziate dal cantone. "L’ACSI è cosciente che" sottolinea l'associazione, "secondo quanto previsto dalla pianificazione ospedaliera attuale, i mandati alle varie strutture che operano in ambito della LAMal vengono attribuiti solo se l’ospedale o la clinica rispetta precisi criteri, ma ritiene che ancorare questo principio nella legge darebbe maggiori garanzie per un loro mantenimento a lungo termine".

Dando prova di coerenza con la posizione contraria sull’iniziativa “Giù le mani dagli ospedali”, l’ACSI ribadisce di non sostenere l’iniziativa “Per cure mediche e ospedaliere di prossimità”. L’ACSI riconosce la necessità di disporre di cure di prossimità, ma "soprattutto per ciò che concerne le cure post-acute e non tanto per la fase acuta la cui durata si accorcia sempre più". L’ACSI ritiene che il potenziamento della medicina di prossimità nelle zone più discoste del cantone "debba passare da cure ambulatoriali capillari e efficienti e non da strutture ospedaliere acute". L’ACSI ribadisce quindi il suo no "alla dispersione sul territorio di strutture sanitarie per cure acute e sostiene la concentrazione degli interventi più tecnici, ritenendo i tempi di trasporto accettabili e non dissimili da quelli che si trovano in altre zone del Cantone e della Svizzera".

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