
Nove mesi dopo il sì dei ticinesi, le iniziative sulle casse malati hanno entrambe una data certa di entrata in vigore, stabilite ieri dalla maggioranza del Gran Consiglio. Per quella socialista, che chiede di limitare i premi al 10% del reddito disponibile, ci sarà una prima fase nel 2027. In seguito, verrà applicata integralmente nel 2029. Quella leghista, dal 2028 permetterà di dedurre integralmente i premi dalle imposte. E tanti saluti alla proposta del Consiglio di Stato per vincolarne l’implementazione al finanziamento, visto l’impatto per Cantone e Comuni. «Anche gli abitanti di questi Comuni hanno dato un mandato popolare», replica soddisfatto il coordinatore della Lega Daniele Piccaluga, aggiungendo: «Sapevamo quanto fosse velocemente applicabile la nostra iniziativa». Si rallegra anche il capogruppo del PS Ivo Durisch: «In questo modo, già dal 2027 ci saranno 8'000 beneficiari in più».
Intesa tra Ps, Plr e Centro
Se dopo lo spacchettamento delle iniziative proposto in Gestione quella leghista ha da subito visto la strada spianata, con annessi circa 25 milioni di risparmi, il via libera a quella socialista è frutto di un compromesso dell’ultimo minuto con Centro e Plr. Sì, dunque, ad un aumento temporaneo dell’imposta sulla sostanza quale mezzo di finanziamento; ma sì anche ad un nuovo parametro, comunque da monitorare, per calcolare i sussidi che di fatto ne dimezzerà il costo a 130/150 milioni: il cosiddetto premio medio effettivo al posto del premio medio di riferimento. Di qui l’accusa da parte di Avanti Con Ticino&Lavoro (e non solo) di non rispettare la volontà popolare. Replica Durisch: «Troppo facile criticare dopo essersi opposti alla sua entrata in vigore». Il capogruppo socialista, inoltre, rassicura: «Il parametro sarà sottoposto a valutazione in modo che sia il più aderente possibile all'iniziativa».
Il finanziamento divide
Dal canto suo il Governo incassa, ma avvisa: a regime, serviranno ancora circa 190 milioni (130 per l'iniziativa PS, 60 per quella della Lega). «Troppo facile ordinare quel che si vuole al ristorante se poi a pagare sono altri», ha commentato ieri sera in aula il presidente Claudio Zali. E poi il monito: «Senza aumenti fiscali e tagli a settori sensibili, su cui difficilmente ci sarà accordo, non ce la potremo fare». Oggi gli iniziativisti rispondono così: «Prima di parlare di eventuali aumenti fiscali, il Governo, compresi i nostri due ministri, risparmi», ammonisce Piccaluga. «Si può ragionare ma credo che la via maestra sia la sostanza. Come partito, non escludiamo un'iniziativa popolare per un'imposta di solidarietà», conclude Durisch.

