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Ticino
Iniziative casse malati, ecco le date per le entrate in vigore
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Red. Online
4 ore fa
Nel 2027, la prima fase della proposta socialista per premi non oltre il 10% del reddito disponibile - Nel 2028, la loro deducibilità integrale, come chiesto dalla Lega dei Ticinesi

Dal 2029, entrambe le iniziative casse malati votate dal popolo lo scorso 28 settembre, saranno a regime. Nel 2027, la prima fase della proposta socialista per premi non oltre il 10% del reddito disponibile. Nel 2028, la loro deducibilità integrale, come chiesto dalla Lega dei Ticinesi. È la decisione a cui è giunto oggi il Gran Consiglio, che ha dunque respinto la possibilità avanzata dal Consiglio di Stato che le due proposte venissero applicate progressivamente, legando la loro introduzione alla garanzia di avere le coperture finanziarie.

La discussione

Erano tre i rapporti sul tavolo. Il primo parziale, del Partito socialista, si concentrava sull’iniziativa 10% e fissava l’entrata in vigore a partire dal primo gennaio 2029. Oggi è stato trovato un compromesso sul premio di riferimento: nel calcolo dei sussidi verrà preso in considerazione anche il premio medio effettivo  e non solo quello medio di riferimento, ciò che dovrebbe permettere di dimezzare i costi. «La nostra scelta di fondo si discosta da quella del Governo su un punto sostanziale: noi vogliamo fissare una data certa di entrata in vigore a regime il primo gennaio 2029 iscritta nella legge», ha rilevato durante la discussione il capogruppo socialista Ivo Durisch. «Il finanziamento - ha aggiunto - non è un dettaglio: sarebbe assurdo effettuare dei tagli a persone disabili o anziani per finanziare un aiuto ad altre fasce di persone che ne hanno bisogno».

Il secondo rapporto parziale, di Natalia Ferrara (Plr) e Fiorenzo Dadò (Il Centro), si focalizzava invece sull’iniziativa leghista che rende i premi completamente deducibili dalle imposte a partire dal primo gennaio 2028. Anche qui vi erano proposte di copertura finanziaria, che si concentravano su risparmi in svariati settori. «Vi capiamo, ticinesi che pagate questi salassi», ha detto Ferrara. «Non siamo né ciechi né sordi e cerchiamo di fare il possibile. Ma questo possibile non potrà mai bastare senza dei cambiamenti radicali e senza che ognuno nel suo piccolo faccia la sua parte». Oggi «dobbiamo cogliere l’occasione per riflettere e portare un cambiamento nella società, perché alcuni beneficiari dei sussidi sono anche gli stessi che consumano molto più della media, e non sempre per necessità».

La proposta democentrista

La terza via era quella proposta dall’UDC: entrata in vigore per entrambe le iniziative al primo gennaio del 2027, con una copertura finanziaria da trovare tramite un contenimento della spesa sul personale, su beni e servizi e sui trasferimenti, esclusi i sussidi. «So benissimo che il mio rapporto non avrà vita facile», ha commentato il relatore Alain Bühler. «Il problema non è mai stato l’obiettivo, bensì chi paga il conto. E quando si arriva a quella domanda, le certezze evaporano. Ogni settore diventa prioritario, ogni spesa indispensabile. Le scuse per non agire sono molteplici». Insomma, «ridurre la spesa pubblica crea alcuni scontenti e gli scontenti raramente portano voti. Ma il nostro compito non si riduce a rendere tutti felici, bensì a gestire lo Stato facendo in modo che sia efficiente, sostenibile e non venga meno ai suoi compiti». Il rapporto democentrista è stato poi bocciato in votazione.

L'aspetto economico

I due rapporti rapporti parziali approvati dal Legislativo, è bene specificare, prevedono una copertura finanziaria al momento insufficiente. Occorreranno infatti circa 190 milioni di franchi, 130 milioni per l'iniziativa socialista e 60 per quella leghista. Il deficit andrà dunque a ricadere sui prossimi Preventivi.