Cerca e trova immobili
Politica
Iniziative cassa malati, tra appelli e critiche
Redazione
un giorno fa
Il Consiglio di Stato lancia un appello ai deputati, ma il piano del Governo non scalda i partiti. Delusi gli iniziativisti, tiepidi gli altri.

Il Consiglio di Stato difende il piano per l'attuazione a tappe delle iniziative sulle casse malati. Un piano equilibrato, secondo il Governo, che agisce sia sulle entrate che sulle uscite. La palla a questo punto passa nel campo del Gran Consiglio, ma la maggior parte dei partiti vede il bicchiere mezzo vuoto.

La reazione degli iniziativisti

La co-presidente del PS Laura Riget critica la decisione di implementare le iniziative in due tappe. «La prima tappa è insufficiente e non c’è alcuna certezza sull’implementazione concreta a partire dal 2029», sottolinea, aggiungendo che legare il finanziamento all’entrata in vigore solleva interrogativi «molto problematici dal punto di vista democratico». Riget giudica inoltre problematica la scelta di attuare integralmente l’iniziativa della Lega e solo parzialmente quella sui sussidi: «La nostra iniziativa verrebbe implementata per un costo di 130 milioni invece di 300, quindi solo al 40%». Una decisione che, secondo la co-presidente socialista, rappresenta «una scelta politica» che privilegia gli sgravi rispetto ai sussidi, «contrariamente a quanto deciso dalla popolazione».

Dal canto suo, il coordinatore della Lega Daniele Piccaluga si dice scettico e non crede che il Consiglio di Stato permetterà l’entrata in vigore completa delle iniziative nel 2029. «Si vuole sgretolare, concedetemi il termine, il volere popolare», afferma, parlando di «grandissima delusione» per quella che considera una mancata attuazione chiara della volontà dei cittadini. Piccaluga attribuisce queste perplessità anche all’introduzione a tappe e avverte: «Non vi è alcuna garanzia che nel 2029 i soldi ci saranno e che si troverà la quadra». Il rischio, conclude, è che «quanto detto oggi dal Governo non venga attuato».

Gli altri partiti

Critico anche il presidente del PLR Alessandro Speziali. «Prendiamo atto, ma avremmo voluto un po’ più di coraggio, soprattutto per quel che concerne l’iniziativa sugli sgravi dei costi della cassa malati», afferma. Nel mirino, in particolare, la proposta di aumentare l’aliquota massima sulla sostanza, giudicata «problematica». «Abbiamo sempre detto che prima bisogna riformare e risparmiare laddove possibile, rivedendo anche il sistema del welfare», sottolinea, aggiungendo che l’aumento delle imposte è «qualcosa che vogliamo evitare fino all’ultimo». L’obiettivo, conclude Speziali, resta quello di «preservare il potere d’acquisto del ceto medio», anche se la strada appare «tutta in salita».

Secondo il capogruppo del Centro Maurizio Agustoni era prevedibile che il Governo intervenisse anche sul fronte delle entrate. «Il Partito socialista era stato trasparente nel dire che questa iniziativa avrebbe potuto essere finanziata anche grazie a un aumento delle entrate», osserva, sottolineando come l’Esecutivo abbia scelto di chiedere «un contributo soprattutto alle persone con una sostanza più importante». Una scelta che può apparire in contraddizione con altre votazioni in cui si era detto che la fiscalità non andava aumentata, ma che secondo Agustoni è difficilmente evitabile: «Non si può avere sia un aumento consistente delle uscite sia una diminuzione delle entrate e pensare di pareggiare i conti solo con il contenimento della spesa».