
Il nuovo movimento europeo svizzero (Numes) prende posizione sull'iniziativa lanciata oggi dall'UDC che chiede di abolire la libera circolazione delle persone, esprimendo la propria opposizione e invitando al contempo a una discussione "aperta e fattuale" a proposito delle relazioni tra la Svizzera e l’Unione europea.
"Con la sua iniziativa contro la libera circolazione delle persone (LCP), l’Unione democratica di centro (UDC) ha deciso di mettere fine alla via bilaterale. Ciò rappresenterebbe per il nostro paese un’evoluzione fra le più dannose e pericolose, ed è per questa ragione che il Nuovo movimento europeo svizzero (Numes) si impegnerà contro questa iniziativa" sottolinea il movimento in una nota, firmata dal vicepresidente Jacques Ducry. "D’altro canto, Numes si felicita del fatto che questa iniziativa permetta finalmente di chiarire la politica europea. Se l’iniziativa sarà respinta, le relazioni tra la Svizzera e l’Unione europea (UE) dovranno svilupparsi. Sennò, la via bilaterale verrà interrotta e ciò implicherà un nuovo orientamento di quest’ultime. Numes promuove quindi da oggi una discussione aperta e fattuale sulle alternative possibili, e in particolare sulla questione dell’adesione della Svizzera all’UE".
“Noi ci rallegriamo che questa iniziativa che vuole la fine della LCP, che l’UDC ci promette da lustri e che per lungo tempo non è stata altro se non un proclama ad effetto, sia infine stata lanciata" dichiara il copresidente di Numes François Cherix. "Numes combatterà vittoriosamente questa iniziativa: una sua accettazione avrebbe conseguenze negative durature per il nostro paese. Tuttavia, con la fine della LCP e, di conseguenza, quella dei trattati bilaterali, la discussione sull’adesione all’UE diverrebbe pure molto più pertinente, e di ciò ci compiacciamo”.
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