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Ticino
Iniziativa sulla neutralità, Canetta: «Una campagna menzognera»
I contrari all'iniziativa che andrà alle urne il 27 settembre hanno presentato i loro argomenti. Sul tavolo la campagna dei favorevoli, ed anche i risvolti militari ed economici della proposta.

La campagna in vista delle votazioni del 27 settembre prosegue: oggi, nel nostro Cantone, è toccato ai contrari all'iniziativa sulla neutralità presentare i loro argomenti. Alla Casa del popolo erano presenti Partito socialista, Gruppo per una Svizzera senza esercito, Forum alternativo, Giso, Verdi, Mps e – a titolo personale – il presidente di Uss Ticino-Moesa Renato Minoli.

«Campagna ingannevole e manipolatoria»

Tra i temi discussi a Bellinzona c'era la campagna dei favorevoli all'iniziativa democentrista sulla neutralità. «È una campagna ingannevole e manipolatoria. Utilizza il simbolo per eccellenza della pace, ovvero la colomba, da parte di un partito che vuole fare affari con la guerra, ed è contrario al mantenimento delle regole sull'esportazione di materiale bellico. Si batterà per un maggiore armamento. In sostanza è un'iniziativa che usa uno slogan "No alla guerra", quasi come a dire che chi è contrario all'iniziativa è favorevole alla guerra», afferma il granconsigliere socialista Maurizio Canetta. Non solo: «togliere le sanzioni alla Russia - lo vorrebbe l'iniziativa, se approvata - significherebbe diventare una piattaforma per gli affari sporchi degli oligarchi russi. E poi c'è l'inchiesta di Republik, secondo la quale l'azienda di famiglia di Blocher, La Ems-Chemie, continua a fare affari attraverso una partecipata con aziende russe che forniscono l'esercito di Putin», prosegue Canetta.

Nato e Riarmo

Sul tavolo non c'è solo il tema delle sanzioni, ma anche quello militare. Per gli oppositori un rifiuto dell'iniziativa sulla neutralità non spingerebbe la Svizzera verso la Nato, ciò che sarebbe vincolato alle urne. Sul fronte interno, invece, l'iscrizione del concetto di «neutralità armata» nella Costituzione solleva la questione del riarmo. «Se si vuole effettivamente andare verso la pace, verso la diminuzione dei conflitti, bisogna ridurre gli eserciti o addirittura eliminarli. Questa iniziativa, invece, va proprio nella direzione opposta e anzi andrà a favorire l'esercito svizzero. Andrà addirittura a favorire anche il riarmo svizzero, che al momento sta togliendo tutta una serie di risorse in altri campi. Quindi si taglia più o meno dappertutto per rafforzare l'esercito», spiega il granconsigliere dei Verdi Matteo Buzzi

«Una neutralità aperta e attiva»

Secondo i contrari, la via da seguire è quella di una neutralità aperta ed attiva, che partecipa alla politica internazionale. Ciò che permetterebbe di tutelare l'autodeterminazione dei popoli e la democrazia. Al contrario, una politica di neutralità integrale - come quella proposta nell'iniziativa - servirebbe a fare gli interessi dell'economia e della finanza, per quanto riguarda l'industria delle armi ma non solo. «La neutralità è sempre stata uno strumento utilizzato dalle multinazionali, dalle élite economiche e dall'alta finanza svizzera per garantirsi e non precludersi mercati. È stato fatto con l'apartheid in Sudafrica e continua ad essere fatto con la Russia, applicando col contagocce le sanzioni a cui abbiamo aderito. Continuiamo a collaborare ancora con Israele nonostante si sia macchiato di genocidio», spiega il coordinatore dell'MpS Mendrisiotto Elia Agostinetti. «Quest'iniziativa in realtà vuole evitare che ci si precluda dei mercati redditizi per questioni che possono essere considerate da qualcuno delle fisime etico-morali. Per noi, però, sono questioni fondamentali», conclude Agostinetti.