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«Iniziativa SSR», Sirica: «Dal Ticino un 'no' significativo»
Red. Online
14 ore fa
Il co-presidente socialista commenta i risultati delle votazioni odierne: «Il risultato a livello svizzero dell’imposizione individuale è estremamente soddisfacente, mentre per il fondo per il clima siamo di fronte a una chiara sconfitta».

«Non era per nulla scontato che il Ticino fosse rosso sulla cartina. Si tratta di un ‘no’ molto significativo, perché la mia lettura non è tanto un essere contro la RSI, contro il servizio pubblico. Il sentimento che ho avuto io dalla popolazione è che chi ha detto 'sì' lo ha fatto anche per la questione del potere d'acquisto». Fabrizio Sirica, co-presidente del Partito socialista, commenta così il 53,29% di «no» all'iniziativa SSR espresso dai cittadini ticinesi. «Il messaggio - che in qualche modo è corretto - è che cento franchi fanno comunque la differenza quando mancano. Ma nonostante questa insidiosa argomentazione, abbiamo visto addirittura un quasi 52% di  'no' nella città di Lugano, dove avevamo tutti i più alti esponenti che si sono espressi a favore di questa iniziativa. Penso sia un segnale molto chiaro e molto positivo per il servizio pubblico». L'iniziativa «era pericolosa, potenzialmente estremamente dannosa, e in tutta la Svizzera ha visto l'opposizione dei Cantoni».

L'imposizione individuale

Passando al tema dell’imposizione individuale, «è vero che in Canton Ticino non è passato, ma il risultato complessivo per me, ed è quello che conta alla fine, è estremamente soddisfacente». Sull'elemento concernente l'aumento della burocrazia «andrà fatta comunque un'importante riflessione. Vi è comunque un costo e l'applicazione, in un cantone che fa molta fatica con le finanze, sicuramente è qualcosa che ha dato da pensare a molti. Queste argomentazioni andranno tenute in considerazione nell'implementazione».

La questione climatica

Concludendo con il fondo per il clima, «qui siamo sicuramente in presenza di una chiara sconfitta per il Partito socialista e per l'area rosso-verde che ha promosso l'iniziativa», prosegue Sirica. «Ce lo aspettavamo, ma ciò non toglie che fa male. E fa riflettere. L'espressione del voto è sempre molto legata alle congiunture del momento ed evidentemente il tema dell'investimento sul clima è passato non in seconda, ma forse in terza fascia tra le preoccupazioni, con l'argomento del potere d'acquisto da un lato e l'enorme questione internazionale dall'altro». Questo «sicuramente ci ha sfavoriti, così come il fatto che tutta l'attenzione si è concentrata molto su altre iniziative. Ciò ha avuto probabilmente un effetto sul tipo di dibattito che si è creato. Ma questa non vuole essere una scusa».