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Votazioni
Iniziativa SSR, Pamini: «Senza l'enorme schieramento di forze dei contrari, forse avrebbe vinto il "sì"»
Red. Online
15 ore fa
Secondo il consigliere nazionale democentrista, la Rsi ha «un grande lavoro» di autoanalisi da fare - «Gran parte della popolazione ticinese ha un atteggiamento di insofferenza verso di essa».

«Siamo rammaricati che l’iniziativa non sia passata. Va detto che noi partivamo già vincitori perché Albert Rösti ha abbassato il canone a 300 franchi. Non siamo riusciti a fare quest'ultimo passo a 200, soprattutto esentando le imprese. E su questo tema magari nei prossimi anni ci sarà ancora occasione di lavorare, perché nei dibattitti è emerso varie volte che tassare le imprese per pagare la televisione viene criticato». È questa l'analisi del deputato UDC Paolo Pamini sulle votazioni odierne. Al di là dei commenti nazionali, «il Ticino ha confermato anche nel voto di oggi quelle sensibilità che erano già emersi durante la raccolta firme. Ricordiamo che 30.000 sottoscrizioni venivano da qui e oggi il Ticino è il secondo Cantone che più si avvicina al ‘sì', malgrado l’enorme schieramento di forze messe in campo dai contrari». Anzi, «oserei dire che senza di esso forse oggi staremmo commentando un sì. Credo che la RSI abbia un grande lavoro di autoanalisi da fare, a partire da domani».

Ma che cosa ha spinto tante persone a mobilitarsi per il «sì», nonostante la perequazione favorevole e il rischio di perdere tanti posti di lavoro? «Non credo che l’argomento del potere d’acquisto fosse quello preminente», replica Pamini. Credo che gran parte della popolazione ticinese abbia un atteggiamento di insofferenza verso la Rsi; molti suoi giornalisti si dichiarano appartenenti al campo progressista e questo traspare nel palinsesto».

L'impressione è che a livello nazionale l'Udc non abbia messo in campo i personaggi più forti per questa campagna. «Questa notizia è iniziata a circolare due settimane fa per mettere zizzania. In realtà non è così. Anche il direttore dell’USAM ha combattuto a fianco dell’Udc e di buona parte del PLR. Inoltre, il nostro partito ha messo in campo persone come Gregor Rutz. Semplicemente, noi abbiamo davanti una lunghissima serie di battaglie da fare e dobbiamo gestire le forze. Non possiamo bruciare tutte le energie su un tema. Disponiamo inoltre di risorse limitate, sia finanziarie che di persone che di tempo».