
Diciotto settimane di congedo parentale per ogni genitore alla nascita di un figlio. Nove mesi in totale, non trasferibili. È questa la proposta di un’iniziativa popolare che verrà lanciata nel corso della prossima primavera. Tra i promotori ci sono rappresentanti del Centro, dei Verdi, dei Verdi liberali e di Travail.Suisse. I motivi sono facilmente intuibili: una popolazione che costantemente invecchia e la carenza di manodopera. Le madri, sostengono i favorevoli, rappresentano un’importante forza lavoro, ma se si vuole che tornino più rapidamente a svolgere un’attività lavorativa, devono essere trattate in modo equo. La soluzione, insomma, favorirebbe il reinserimento delle madri nel mercato del lavoro e il coinvolgimento dei padri nella vita familiare. Mentre in altri paesi si tratta di una realtà ormai consolidata, la proposta promette di scatenare forti polemiche in Svizzera. A Ticinonews hanno dibattuto sul tema la granconsigliera del Centro Sabrina Gendotti e il deputato PLR Paolo Ortelli.
Gendotti: "Importante riportare il tema al centro del dibattito"
“Il congedo parentale è ormai presente in moltissimi paesi europei, ma non in Svizzera", afferma Gendotti. "Se ne discute da diversi anni, eppure non è mai stato introdotto". Di conseguenza, l'iniziativa "rimette in discussione questo importantissimo tema del congedo parentale, anche se pare che a livello federale la Commissione per le questioni familiari ne stia già discutendo. E forse proporrà l’introduzione di un congedo parentale di addirittura 38 settimane, metà per ciascun genitore”.
Ortelli: "Ci sono delle questioni di finanziamento da considerare"
Dal canto suo, Ortelli riconosce che questa iniziativa potrebbe rappresentare un'ipotesi di risposta al calo demografico, tuttavia "ci sono delle questioni fondamentali di finanziamento da considerare". Idealmente, "siamo tutti d’accordo sul valore di questa iniziativa e concordo anche sul fatto che la Svizzera sia in ritardo a livello internazionale. Devo però rammentare che sono stati calcolati i costi di questa introduzione e ad oggi si parla di 1,44 miliardi di franchi, equivalenti a 18'000 franchi a neonato”.
Il confronto completo andato in scena a Ticinonews:

