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Iniziativa Officine: "Salviamo un'eccellenza"
Iniziativa Officine: "Salviamo un'eccellenza"
Iniziativa Officine: "Salviamo un'eccellenza"
Redazione
7 anni fa
I favorevoli ribadiscono di votare sì il 19 maggio per preservare più posti di lavoro possibili

Un’eccellenza a rischio. È quanto ritengono i sostenitori dell’iniziativa "Giù le mani dalle Officine", scesi in campo oggi a Bellinzona per ribadire le ragioni del sì il prossimo 19 maggio. Di tutt’altro avviso i contrari per i quali, nel lungo termine, il lavoro potrà essere mantenuto solo con la nuova Officina prevista a Castione nel 2026.

"Quello che fanno allo stato attuale le Officine di Bellinzona è certamente più avanzato di quello che faranno un domani, secondo le promesse delle FFS, a Castione" ritiene Vincenzo Cicero del sindacato Unia. "Tutti gli studi del mondo, non solo in Svizzera, dicono che la manutenzione del traffico merci è un mercato in espansione. La tendenza è sempre più spostare il traffico su rotaia. Non si capisce perché le FFS arrivino a un’altra conclusione".

FFS alle quali sindacati e parte della sinistra rimproverano la mancanza di un piano industriale, tutt’ora in elaborazione. Per loro la questione è chiara: respingere l’iniziativa significa delocalizzare la manutenzione del traffico merci altrove. Cancellando dal Ticino centinaia di posti di lavoro. E non solo attraverso pensionamenti.

"Le FFS parlano di 90 pensionamenti di qui al 2026. Ci saranno comunque almeno 150 lavoratori in esubero" evidenzia Pascal Fiscalini, del sindacato SEV. "Cosa succederà con questa gente?"

"Il progetto di nuova Officina" aggiunge Marco D'Erchie, del PS Mendrisiotto, "si prefigge di salvare alcuni posti di lavoro. L’iniziativa tutti i posti di lavoro".

Da qui le principali richieste, contenute nell’iniziativa: integrare nel nuovo stabilimento anche le attività attuali e creare una società pubblica di gestione.

Non sarà facile, ha ammesso l’ecologista Marco Noi. È comunque meglio, ha concluso, di quanto proposto: "Sia a livello economico che a livello politico stiamo svendendo un potere contrattuale".

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