
Stamattina la Gioventù socialista ha lanciato un’iniziativa che si prefigge di tassare maggiormente l’1% più ricco della popolazione, in modo da sgravare i redditi medio-bassi (vedi correlati). Abbiamo chiesto ai giovani membri dei principali partiti ticinesi quale fosse la loro opinione a riguardo.
“È sicuramente una proposta che va nella direzione giusta,” afferma Edoardo Cappelletti, coordinatore della Gioventù Comunista “perché si tratta di andare a prelevare risorse laddove ve ne sono. Questo favorisce la ridistribuzione della ricchezza e sgrava le fasce salariali medio-basse, oltre a garantire allo stato entrate di cui si ha un grande bisogno.”
Meno convinto, è invece Ivan Monaco, presidente di Generazione Giovani, sezione giovanile del PPD: “Posso comprendere il fine della proposta, ma personalmente non la ritengo una soluzione adeguata. Al momento lo Stato fornisce già degli aiuti alle fasce più povere, anche se mi rendo conto che a volte questi possano non essere sufficienti. Bisognerebbe innanzitutto riorganizzare il quadro legislativo e valutare attentamente la situazione, poi nel caso mancassero dei fondi, si può prendere in considerazione proposte di questo tipo. Partire però tassando subito i più ricchi senza aver prima analizzato quali siano i reali bisogni delle fasce medio-basse, rischia di essere una mossa inefficace.”
Opinione condivisa da Daniel Grumelli, presidente dei Giovani UDC: “L’idea può avere un senso, ma può anche rivelarsi pericolosa. Tassare maggiormente i super-ricchi potrebbe spingerli a cambiare il loro domicilio in paesi fiscalmente più convenienti. Inoltre, con la tassazione attuale, queste persone contribuiscono già molto alla nostra economia, e sarebbe una grande perdita se decidessero di andarsene. Capisco l’idea, ma non penso possa essere una soluzione.”
Assolutamente contrario è invece Alessandro Spano, presidente dei Giovani Liberali Radicali Ticinesi: “A mio avviso si tratta di un’altra iniziativa da rispedire al mittente. In Ticino ad esempio, il 3,3% della popolazione paga il 40% delle imposte sul reddito, una cifra già sufficientemente alta. Il problema di questa iniziativa è che non tiene conto che questi sono contribuenti mobili, e che nulla gli impedisce di prendere i loro capitali e di andarsene, facendoci perdere una grande entrata. Si dovrebbe piuttosto cercare di sgravare questi contribuenti per convincerli a rimanere, senza dover per forza trasformare la Svizzera in un paradiso fiscale.”
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