
“Prendiamo atto dell’iniziativa dei Verdi,” dichiara il direttore dell’azienda elettrica ticinese Roberto Pronini. “Ricordo che la strategia dell’azienda verrà adattata al piano energetico cantonale. Piano indirizzato proprio verso l’ efficienza energetica. Si punterà sull’eolico, sull’energia solare, sulla biomassa e sull’ idroelettrico. Ma nel frattempo abbiamo bisogno di energia di banda. In particolare a partire dal 2016, quando scadrà un contratto da 60 mega watt con l’Attel.” Fin qui l’azienda. Ma l’iniziativa dei Verdi ha ovviamente suscitato reazioni nel mondo politico. “È una vergogna che AET stia spendendo una valanga di milioni per una centrale a carbone inquinante e a 2000 chilometri da Basilea”, dice Giuliano Bignasca. “Confermo dunque la mia adesione personale e quella della Lega al Comitato d’iniziativa. E se occorrerà daremo una mano nella raccolta firme. È chiaro –conclude Bignasca – che i cittadini oltre che sul carbone voteranno su 10 anni di politica fallimentare di AET”. E se i Verdi incassano il sì incondizionato della Lega. Per sapere che farà il PS bisognerà aspettare ancora un po’: “Ne discuteremo stasera e domani renderemo nota la nostra posizione”, dice il presidente Manuele Bertoli. Prudente Giovanni Jelmini: “Attendo l’esito della raccolta delle firme. Qualora riuscisse chiederò al Comitato cantonale del PPD di esprimersi. Anche se il gruppo parlamentare si è già pronunciato a favore di Lunen. È chiaro - prosegue Jelmini - che gli iniziativisti dovrebbero darci una soluzione alternativa per coprire lo stesso fabbisogno e agli stessi prezzi che garantisce l’investimento nel carbone tedesco”. Più o meno sulla stessa linea Pierre Rusconi: “Credo che sia un problema che riguarda i tecnici, non i politici. E i tecnici ci dicono che abbiamo bisogno di energia di banda. L’iniziativa è legittima: ma i Verdi devono dapprima spiegare come faremo ad avere questo tipo di energia nei prossimi 10 anni”, conclude il presidente UDC. Infine Walter Gianora: “Spero che i cittadini riflettano prima di mettere la firma sull’iniziativa. Non è con due slogan che si risolvono i problemi”. “Ricordo – aggiunge il presidente del PLR - che quella di Lunen è una scelta di transizione. Per quanto concerne le energie rinnovabili, presto saremo in grado di consultare il piano energetico, che con dati aggiornati illustrerà tutti i pro e i contro". PD/AELLE
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