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Ticino
Iniziativa anti-9 febbraio, le reazioni di UDC e Lega
Redazione
12 anni fa
"Siete dei giullari" tuonano i democentristi. Per i leghisti si tratta di un "goffo tentativo di abusare dei diritti democratici"

Non si fanno attendere le reazioni in merito al lancio, stamani a Berna, di un anti-iniziativa al voto del 9 febbraio. In particolare da parte di coloro che l’iniziativa contro l’immigrazione di massa l’hanno fervidamente sostenuta, ossia UDC e Lega dei Ticinesi.

Con il titolo “Quando la democrazia è un optional” l’UDC ticinese si scaglia contro il comitato della neo-iniziativa, definendolo “un manipolo di fanatici seguaci dei dogmi politicamente corretti”.

“Di ritorno dal mercato dove la democrazia si compra un tanto al chilo” scrivono i democentristi, “un gruppo di giullari – alcuni di professione, altri a tempo perso – ha dunque deciso di lanciare un’iniziativa per abrogare gli articoli 121 e 121° della Costituzione federale, introdotti il 9 febbraio in seguito al viziaccio che gli svizzeri si ostinano a voler praticare, decennio dopo decennio: la volontà popolare".

Secondo il partito questa contestazione ha assunto toni e contorni di fronte ai quali "non solo ci stupiamo, ma di cui quasi ci rallegriamo".

"Primo perché", spiega il partito, "gli svizzeri avranno modo di pronunciarsi una seconda volta sul tema di un’immigrazione scriteriata che sta cambiando il volto del Paese.

"Secondo perché", aggiunge l'UDC, "chi si fa gioco di principi che davamo da tempo per assodati, quali sono quelli democratici, permetterà di sgomberare il campo da ogni dubbio e smaschererà chi, tra un delirio e una piroletta, rispetta la volontà dei cittadini svizzeri solo quando s’incanala nel rivolo maleodorante di chi serve tutto, fuorché gli interessi nazionali".

L’UDC ticinese chiede dunque, “anzi esige”, che l’iniziativa “Prima i nostri” venga messa in votazione immediatamente.

Non sono da meno le critiche da parte della Lega dei Ticinesi, secondo cui la neo iniziativa dimostra il “totale disprezzo di certuni nei confronti non solo della volontà popolare, ma dei gravi problemi – occupazionali, sociali, di sicurezza, eccetera – legati alla devastante libera circolazione delle persone, che hanno portato al voto democratico di 10 mesi fa”.

Per il movimento di via Monte Boglia si tratta di un goffo tentativo di abusare dei diritti democratici, per creare confusione durante la fase di attuazione del voto popolare.

“Per il Ticino” concludono i leghisti, “è essenziale che la concretizzazione dell’articolo costituzionale votato il 9 febbraio avvenga senza annacquamenti né sotterfugi, oltre che in tempi brevi: si è aspettato già fin troppo ed in ogni caso il nostro Cantone non si può permettere di attendere tre anni per ottenere i contingenti per i frontalieri, essenziali alla difesa del nostro mercato del lavoro”.

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