
“Più che inedita, la considero molto discutibile”. Non usa mezzi termini il direttore del Dss De Rosa per commentare l’iniziativa del buono del valore di 50 franchi per chi convince qualcuno a vaccinarsi. La proposta, presentata ieri in conferenza stampa a Berna da Alain Berset, era stata definita “inedita” dallo stesso consigliere federale friburghese.
“Sono molto scettico nei confronti di questa proposta, che reputo possa anche rivelarsi controproducente”, rincara Raffaele De Rosa. “Sicuramente farà molto discutere... Speriamo non faccia litigare”.
Ai microfoni di Ticinonews, il consigliere di Stato Ppd ha espresso pure la sua frustrazione per le decisioni giunte sulla gratuità dei test. Contrariamente a quanto deciso da Berna, il Governo ticinese avrebbe voluto estendere la presa a carico pubblica dei tamponi fino al 31 ottobre.
“Occorre guardare al medio-lungo termine”
Riferendosi alla procedura di consultazione, De Rosa ha commentato: “Spesso si ha la sensazione che esercizi di questo tipo siano solo degli alibi. Tuttavia, più di questo è particolarmente irritante che si facciano delle consultazioni numerose e sempre con pochissimi giorni di tempo per dare una risposta. Si dovrebbero invece fare delle riflessioni che guardino al medio-lungo termine. Queste necessitano però di un po’ di tempo”.
Ticino apripista
E il tempo era il fattore decisivo anche nella volontà di prolungare il termine della gratuità dei tamponi. “La fine dell’assunzione dei costi dei test al 31 ottobre garantiva un po’ di flessibilità e maggiore margine di manovra per procedere con la campagna di sensibilizzazione, che proprio oggi (ieri, ndr) è stata rilanciata dal Consiglio federale”. Anche perché, secondo il direttore del Dss, molte delle soluzioni proposte nell’”offensiva vaccinale” voluta dal Governo federale, quali i vax-bus, sono già state ampiamente applicate in Ticino.
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