
Sono sette gli imputati, tra cui l’ex direttore della banca WIR di Lugano, che questa mattina compariranno davanti alla Corte delle Assise Criminali presieduta dal giudice Marco Villa per la vicenda del crac edilizio milionario, poi sfociato in fallimento, che nel 2015 ha interessato la società edile Adria Costruzioni. A sostenere l’accusa sarà la procuratrice pubblica Chiara Borelli. Il dibattimento si terrà eccezionalmente nella sala del Consiglio comunale di Paradiso.
La vicenda
I sette imputati devono rispondere di vari reati finanziari. La vicenda ha avuto origine nel 2015. Il sospetto è che alcuni crediti di costruzione per i cantieri, emessi alla ditta dalla Banca WIR, sia stata utilizzata in modo improprio, ad esempio per spese personali. A finire in carcere erano stati i titolari dell’Adria Adriano Cambria e il figlio Filippo, nonché l'ex direttore della filiale luganese della banca WIR.
Le accuse
Le accuse passano dalla truffa per mestiere e ripetuta amministrazione infedele aggravata, alla complicità in frode fiscale fino alla concorrenza sleale. L’ex direttore ha sempre respinto ogni addebito. La banca si è costituita accusatrice privata per il danno subito.

