
Lui sostiene una violazione della sua rete: ovvero, che siano state delle terze persone a collegarsi abusivamente al suo pc e a immettervi nove filmati di atti sessuali con fanciulli, oltre a renderli accessibili ad altri utenti.
La giudice della Pretura penale Sonia Giamboni Tommasini non ha creduto alla versione dell’uomo, di professione informatico, condannandolo a 20 aliquote da 120 franchi ciascuna sospese per due anni e a una multa di 480 franchi. “Lei è informatico e come ci ha spiegato ha adottato tutti i mezzi necessari per proteggere la rete. Che, dunque, non poteva essere violata da terzi”, ha affermato la giudice, che non si è lasciata convincere neppure dal fatto che sul computer non siano stati trovati i filmati incriminati “Può averli visti e in seguito subito cancellati”.
Ad alleggerire notevolmente la pena richiesta dal procuratore pubblico Zaccaria Akbas (40 aliquote giornaliere di 170 franchi con l’accusa di reato di pornografia acquisita per va elettronica) il fatto che si è trattato di un caso isolato, seppur “non può passare inosservato”.
L’imputato, dal canto suo, è deciso a non mettere la parola fine sulla vicenda ed intende continuare la battaglia per dimostrare la sua innocenza. Si è presentato in aula senza avvocato e continua a sostenere che qualcuno è entrato nella sua rete cablata e dunque non è stato lui a scaricare i filmati.
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