
Urge aumentare il livello di guardia e cambiare passo alla lotta delle infiltrazioni in Svizzera. È il parere del consigliere nazionale Fabio Regazzi all’indomani dell’operazione antimafia, che ha portato in carcere 75 persone per associazione mafiosa e che ha di nuovo messo in luce legami tra la ‘ndrangheta italiana con il nostro paese.
“Il tema delle infiltrazioni mafiose riguardano molti ambiti della nostra economia ed è più diffuso di quanto si voglia credere” racconta Regazzi che in qualità di imprenditore è già stato confrontato con il fenomeno, inoltrando diverse interpellanze sul tema. “Il Consiglio federale fondamentalmente ha ammesso che il problema è grave e che finora è stato sottovalutato”. Per il consigliere nazionale sarà tuttavia difficile recuperare il ritardo accumulato. “Il ritardo che abbiamo è molto pesante e ci vorrà molto tempo per recuperarlo. Ora qualcosa si sta muovendo, con il Consiglio federale che ha elaborato un piano antimafia. Ma le mafie non stanno certo a guardare e adotteranno nuove soluzioni, per cui dovremo continuare a rincorrere questo fenomeno”.
Un aspetto sicuramente positivo emerso dall’operazione, riconosce Regazzi, è la collaborazione tra le autorità italiane ed elvetiche, ma il consigliere nazionale auspica una maggiore proattività da parte delle istituzioni elvetiche. “Siamo sempre un po’ a rimorchio dell’Italia. Certi individui potrebbero essere scoperti anche dalle nostre autorità”.
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