Cerca e trova immobili
Ticino
"Infiltrazioni mafiose, quali controlli in Ticino?"
"Infiltrazioni mafiose, quali controlli in Ticino?"
"Infiltrazioni mafiose, quali controlli in Ticino?"
Redazione
9 anni fa
Tre deputati dei Verdi chiedono al Governo quali siano i mezzi in campo per contrastare il fenomeno

Claudia Crivelli Barella, Michela Delcò Petralli e Francesco Maggi vogliono essere rassicurati in merito al tema delle infiltrazioni mafiose in Ticino. I tre deputati dei Verdi hanno infatti deciso di inoltrare al Governo un'interrogazione volta a fare maggiore chiarezza sul tema, convinti che meriti "un approfondimento serio da parte del Governo".

"È oramai innegabile - si legge nella loro introduzione - l'interesse delle cosche mafiose ad infiltrarsi nel nostro territorio in virtù dell’attrattività del nostro mercato liberale, il quale rende difficoltoso il monitoraggio di transazioni illecite ed aiuta di fatto la prolificazione di atti criminosi in ambito di riciclaggio e il conseguente finanziamento della malavita. Dopo la vicenda dei permessi di lavoro fasulli che ha portato alla luce dell'opinione pubblica come il problema della corruzione all'interno del Dipartimento delle Istituzioni sia un tema attuale che va risolto con misure più chiare ed efficaci per impedire il proseguo di questa situazione pericolosa per i cittadini ed inaccettabile dal punto di vista morale e da quello della sicurezza pubblica.

Per i deputati "sussiste dunque una necessità di adeguare le leggi di diritto amministrativo, poiché il diritto penale subentra solamente quando un reato è stato compiuto, e non può dunque aiutare in ambito preventivo. La vicenda dei permessi di lavoro fasulli ha portato alla luce dell'opinione pubblica il problema della corruzione all'interno del Dipartimento delle Istituzioni. Un problema che va risolto con misure più chiare ed efficaci per impedire il ripetersi di situazioni analoghe non solo all'interno dell'amministrazione pubblica, ma nell'insieme di tutta la società".

Secondo i tre esponenti dei Verdi, "sussiste una reale necessità di adeguare e rafforzare gli strumenti di indagine e prevenzione, poiché il diritto penale subentra solamente quando un reato è già stato compiuto, e non può dunque aiutare in ambito preventivo".

Al Consiglio di stato vengono dunque poste 7 domande:

  • Sulla base del caso di Gennaro Pulice, come intende il Governo intervenire per evitare il ripetersi di una situazione simile?
  • Quali sono i controlli sulle società di gestione dei capitali?
  • Quali sono le verifiche sottese alla concessione dei permessi di soggiorno e di dimora concessi a stranieri benestanti?
  • Quali sono gli strumenti che il Governo intende mettere in atto orafforzare per la sorveglianza dei movimenti sospetti di capitali?
  • Riguardo alle misure preventive: ha intenzione il Dipartimento delle Istituzioni di creare un gruppo di lavoro di esperti che si occupi di approfondire la questione per trovare soluzioni ad hoc e riuscire ad impedire in maniera efficace il verificarsi di simili situazioni?
  • Il Governo intende adeguare le leggi di diritto amministrativo al fine di poter intervenire a monte della questione, senza dover aspettare il compimento di un reato per il quale possa finalmente intervenire il diritto penale?
  • Ha intenzione il Governo di ideare una campagna preventiva atta a mettere in guardia la popolazione ticinese, invitandola ad eseguire maggiori controlli (affidandosi ad un motore di ricerca online) per l'affitto di spazi locativi, o altro?
  • © Ticinonews.ch - Riproduzione riservata