
Claudia Crivelli Barella, Michela Delcò Petralli e Francesco Maggi vogliono essere rassicurati in merito al tema delle infiltrazioni mafiose in Ticino. I tre deputati dei Verdi hanno infatti deciso di inoltrare al Governo un'interrogazione volta a fare maggiore chiarezza sul tema, convinti che meriti "un approfondimento serio da parte del Governo".
"È oramai innegabile - si legge nella loro introduzione - l'interesse delle cosche mafiose ad infiltrarsi nel nostro territorio in virtù dell’attrattività del nostro mercato liberale, il quale rende difficoltoso il monitoraggio di transazioni illecite ed aiuta di fatto la prolificazione di atti criminosi in ambito di riciclaggio e il conseguente finanziamento della malavita. Dopo la vicenda dei permessi di lavoro fasulli che ha portato alla luce dell'opinione pubblica come il problema della corruzione all'interno del Dipartimento delle Istituzioni sia un tema attuale che va risolto con misure più chiare ed efficaci per impedire il proseguo di questa situazione pericolosa per i cittadini ed inaccettabile dal punto di vista morale e da quello della sicurezza pubblica.
Per i deputati "sussiste dunque una necessità di adeguare le leggi di diritto amministrativo, poiché il diritto penale subentra solamente quando un reato è stato compiuto, e non può dunque aiutare in ambito preventivo. La vicenda dei permessi di lavoro fasulli ha portato alla luce dell'opinione pubblica il problema della corruzione all'interno del Dipartimento delle Istituzioni. Un problema che va risolto con misure più chiare ed efficaci per impedire il ripetersi di situazioni analoghe non solo all'interno dell'amministrazione pubblica, ma nell'insieme di tutta la società".
Secondo i tre esponenti dei Verdi, "sussiste una reale necessità di adeguare e rafforzare gli strumenti di indagine e prevenzione, poiché il diritto penale subentra solamente quando un reato è già stato compiuto, e non può dunque aiutare in ambito preventivo".
Al Consiglio di stato vengono dunque poste 7 domande:
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