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Ticino
Infermieri frontalieri: necessità?
Redazione
13 anni fa
Dopo la denuncia dell'infermiera ticinese che non trova lavoro spunta un'interrogazione sulle assunzioni oltre confine

Personale frontaliero negli ospedali e nelle case anziani ticinesi: necessità o scelta voluta? Se lo chiede il deputato Massimiliano Robbiani che, all’indomani della storia di Christine, infermiera ticinese disoccupata e il cui appello è stato pubblicato sul portale ticinonews, inoltra un’interrogazione al Governo.

 

Dal canto suo, il portavoce dell’Ente ospedaliero, da noi contattato, replica e snocciola le cifre: “In Ticino, le scuole specializzate formano circa 140 infermieri ogni anno. Il fabbisogno del settore, però, è di 200. Pertanto, spiega, ricorrere a infermieri d’oltre confine è una scelta obbligata. La penuria, precisa, riguarda non tanto gli ospedali quanto le case anziani e le cliniche private”.

 

Eppure, Christine, 34 anni, nubile, con un’esperienza decennale alle spalle e che ambisce a lavorare proprio con gli anziani, è a casa da gennaio. Indignata e stufa, esige chiarezza. “Io vorrei curare gli anziani ma da mesi ricevo solo risposte negative!”, tuona. “Senza contare che questa situazione è psicologicamente distruttiva”.

 

Un contesto demotivante, che non concerne, pare, la sola Christine: non appena ne è stata diffusa la storia, un altro lettore si è fatto avanti spiegando che la sua ragazza vive una situazione analoga. Quanto a Christine, ci ha raccontato di una sua amica specializzata in oncologia all’ospedale CHUV di Losanna che da anni non riesce a trovare un impiego in Ticino. A loro e a chi si sente toccato personalmente dalla questione, Christine tiene a dire una cosa: “Facciamoci vedere, facciamoci sentire!”.

 

In effetti, qualcosa si è mosso. Oggi Christine ha ricevuto due proposte di colloqui.

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