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Ticino
Infermiere musulmane: sì al velo in corsia
Redazione
17 anni fa
A farne richiesta una praticante infermiera presso l'EOC, che ha dato il nullaosta. 'Ma non per il burka'

Sì al velo in corsia. Ad annunciarlo l’EOC sull’ultimo numero della sua rivista, la Medical Humanities. A farne richiesta, si legge oggi sul Corriere del Ticino, una praticante infermiera che voleva lavorare in ospedale potendo coprirsi capo e orecchie e lasciando scoperto il volto. E proprio dalle pagine della rivista, dedicata “alla dimensione etica della malattia e del curare” e diventata “luogo di dialogo su temi vecchi come il mondo o che emergono in questi anni”, risponde il dottor Roberto Malacrida. Nell’editoriale, il dottor Malacrida ripercorre il caso della paziente islamica ricoverata all’ospedale Beata Vergine di Mendrisio e su cui si era espresso pure il Governo. Sulle dipendenti di fede musulmana, il dottore, osserva poi che “le loro convinzioni religiose non possono interferire nel lavoro e nelle relazioni con i pazienti”. Il velo, sottolinea Malacrida “è un accessorio complementare alla divisa di lavoro ufficiale”. Premesso inoltre “il rispetto delle mansioni e dei compiti assegnati, come pure quello per le convinzioni dei pazienti e dei collaboratori non di fede musulmana”, per l’ospedale non sussiste nessun problema se le dipendenti indossano il foulard “e non il burka”.

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