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Infermiere accusato di omicidio: "Siamo un ospedale ferito"
Infermiere accusato di omicidio: "Siamo un ospedale ferito"
Infermiere accusato di omicidio: "Siamo un ospedale ferito"
Redazione
7 anni fa
L'EOC ha licenziato altri due infermieri e ne ha ammoniti tre, si scambiavano immagini e video di pazienti su Whatsapp

Dopo oltre 13 mesi dall'arresto, l'Ente ospedaliero cantonale, prende posizione sulla vicenda dell'infermiere dell'Ospedale Beata Vergine di Mendrisio accusato di aver causato la morte di numerosi pazienti (si parla di 17, ma l'Ente ha detto di non avere i numeri esatti) alterando i dosaggi dei farmaci somministrati.

Sanvido: "Siamo vicini alle persone colpite"

"Siamo profondamente dispiaciuti e sconcertati per quanto ipotizzato dal Ministero pubblico", ha detto Paolo Sanvido, presidente dell'EOC. "Vogliamo ribadire lo spirito di servizio dell'EOC e dimostrare la nostra vicinanza alle persone colpite". "L'OBV è un ospedale ferito, l'EOC è un ente ferito. Siamo vicini ai tanti professionisti che ogni giorno si impegnano per la presa a carico dei nostri pazienti", ha continuato Sanvido.

"Tutto era nato da una segnalazione", ha ricordato il direttore dell'OBV Pierluigi Lurà. "Avremmo voluto da subito intervenire e valutare un eventuale coinvolgimento di altri collaboratori, purtroppo questo non è stato possibile per il divieto di parlare e il negato accesso agli atti d'inchiesta. Tutto ciò che abbiamo saputo lo abbiamo saputo per quasi un anno dai media, è stato frustrante". 

Due collaboratori licenziati, tre ammoniti 

Nell'ottobre dello scorso anno, prese in mano le carte, l'EOC ha potuto avviare un'inchiesta. "Che ci ha portato a prendere misure nei confronti di alcuni collaboratori. Due sono stati licenziati e tre ammoniti", ha spiegato Lurà. "Hanno violato in modo grossolano i codici etici, di comportamento e deontologici dell'EOC. Hanno fatto uso improprio dei servizi di messaggistica istantanea". In particolare si sono scambiati su Whatsapp fotografie e video di pazienti corredate di commenti denigratori. Lurà ha anche precisato che queste cinque persone non sono però sotto inchiesta penale.

"Siamo a disposizione di chi è stato colpito e siamo estremamente grati con l'autore della segnalazione", ha concluso il direttore dell'OBV.

Balestra: "Da stigmatizzare il comportamento dei 5 collaboratori"

Poi la parola è passata al direttore sanitario Brenno Balestra: "L'OBV quest'anno compierà 30 anni, io ne compio 60 e quasi metà li ho vissuti qua dentro, il mio turbamento è facilmente comprensibile: mai e poi mai avrei pensato di trovarmi confrontato con ipotesi di reato tanto gravi".

"I comportamenti dei cinque collaboratori sono da stigmatizzare", ha continuato, "qualche volta anche se doloroso bisogna separare la pula dal grano". Balestra ha poi spiegato che ora la direzione appronterà dei correttivi per evitare che possa ancora accadere qualcosa del genere.

"Proviamo amarezza e dolore per non essere riusciti a tutelare i pazienti che ci erano stati affidati e non siamo riusciti a tutelare proprio i più fragili e indifesi", ha raccontato Balestra. "Malgrado tutti i nostri sforzi è successo proprio qua. È un caso isolato e gravissimo, che non deve mettere in dubbio la sicurezza dei pazienti del nostro ospedale". Infine il direttore sanitario ha espresso un pensiero di vicinanza ai collaboratori del reparto.

Le accuse 

L'infermiere del reparto di Medicina 1, oggi 45enne, arrestato il 5 dicembre del 2018, lavorava da oltre 20 anni per la struttura. È accusato dal sostituto procuratore generale Nicola Respini di una lunghissima serie di reati: omicidio intenzionale, subordinatamente omicidio colposo. Imputazioni che vanno ad aggiungersi a quelle promosse inizialmente di lesioni gravi, coazione, lesioni semplici e vie di fatto reiterate. 

La cronologia degli eventi

30.10.2018 La Direzione OBV riceve la segnalazione di comportamenti inadeguati di un infermiere nei confronti di pazienti;

30.10.2018 - 13.11.2018 La Direzione OBV verifica l’attendibilità della segnalazione;

14.11.2018 La Direzione OBV, d’intesa con la Direzione generale EOC, coinvolge l’Ufficio del Medico cantonale;

15.11.2018 Segnalazione all’Ufficio del Medico cantonale;

16.11.2018 Segnalazione al Ministero pubblico. Da subito EOC e OBV collaborano pienamente con gli inquirenti;

17.11.2018 Il Procuratore pubblico intima alle Direzioni OBV e EOC il divieto di informazione; divieto ribadito il 23.11.2018 e il 29.1.2019;

19.11.2018 L’infermiere è sospeso;

05.12.2018 L’infermiere è arrestato e subito licenziato;

15.10.2019 Dopo una serie di solleciti al Procuratore pubblico, l’EOC ottiene l’accesso a parte della documentazione d’inchiesta e contestualmente viene revocato il divieto di informazione;

16.10.2019 – 4.11.2019 Esame della documentazione da parte del team di indagine interna EOC/OBV;

04.11.2019 - 10.01.2020 EOC conduce l’indagine interna, volta a individuare eventuali comportamenti inadeguati di altri collaboratori, in linea con i regolamenti EOC;

10.01.2020 Termina la prima fase dell’indagine interna, con la comunicazione dell’ultima sanzione;

23.01.2020 Conferenza stampa dell’EOC.

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