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Indennità per i frontalieri, scatta l'interrogazione
Indennità per i frontalieri, scatta l'interrogazione
Indennità per i frontalieri, scatta l'interrogazione
Redazione
8 anni fa
I deputati del M5S Giovanni Currò e Niccolò Invidia chiedono chiarezza sul trattamento di disoccupazione

Qualche settimana fa era tornato in auge il problema della richiesta fatta dall’Istituto nazionale italiano di previdenza sociale (INPS) a diversi frontalieri comaschi e varesini di rimborsare le indennità di disoccupazione percepite ben sei anni fa (vedi articoli suggeriti). Il problema nacque negli anni Novanta, quando si decise di risolvere una disparità di trattamento tra i lavoratori svizzeri e quelli frontalieri. Questi ultimi pur lavorando in Svizzera e pur essendo soggetti alla deduzione della percentuale per il finanziamento della cassa disoccupazione, non avevano diritto a percepire la disoccupazione elvetica bensì solo l’indennità ordinaria italiana. Per questo venne promulgata la legge 147/97 che riconosceva al disoccupato frontaliere una specificità che dava diritto a un’indennità speciale per dodici mesi pari al 50% dell’ultimo stipendio percepito in Svizzera. Per poterla erogare venne istituito un fondo finanziato dalla retrocessione (una sorta di ristorni) dalla Svizzera all’Italia di parte dei contributi versati dai frontalieri. Dal 1° aprile 2012 e per effetto degli Accordi bilaterali i ‘ristorni’ sono venuti a mancare e l’INPS aveva concluso che anche la legge 147 fosse decaduta e non aveva più erogato le indennità speciali. Per un errore, però, ad alcuni frontalieri che si trovavano in disoccupazione tra aprile e agosto del 2012 tali indennità erano state comunque corrisposte.

Ebbene, proprio ieri i deputati del Movimento 5 Stelle Giovanni Currò e Niccolò Invidia hanno presentato un'interrogazione in Commissione Lavoro sul trattamento di disoccupazione per i frontalieri. Ad annunciaro è stato lo stesso Invidia in un post su Facebook, spiegando che si tratta di un’interrogazione "che dovrebbe fornire delle risposte attese da parecchi anni, per l’esattezza dal 2009 quando la Svizzera versò circa 300 milioni (frutto anche dei contributi dei frontalieri) all’INPS per il fondo speciale di disoccupazione dei frontalieri (come normato dalla legge 147/1997)".

"Essendo questa somma stata inserita nella contabilità separata per i frontalieri, chiediamo quindi di capire come mai i frontalieri oggi percepiscano la Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego (Naspi) invece dell'indennità speciale proveniente da questo fondo ad hoc. Dunque, per fare un attimo di analisi su questa questione, i frontalieri: a) usano i fondi disoccupazione della Naspi invece di questo grosso fondo speciale, sottraendo inutilmente risorse alla Naspi che potrebbero essere destinate agli altri lavoratori italiani; b) dal 2009 non ci sono molte notizie di questo fondo speciale da parte dell'Inps, lo si sta forse usando per scopi diversi da quello corretto? c) se i frontalieri usassero questo fondo percepirebbero una disoccupazione maggiore, che rispetti maggiormente quelle che erano le loro entrate precedenti".

"Ci auguriamo quindi che mercoledì, in commissione, il nostro governo fornisca una risposta a questa importante domanda per il nostro territorio troppo a lungo rimasta inascoltata dalle vecchie maggioranze politiche, conclude Invidia.

(Foto: Facebook)

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