
La Segreteria di Stato dell’Economia (SECO) ha comunicato di voler estendere anche ai lavoratori provenienti d'oltreconfine il diritto al “guadagno intermedio”, ossia una delle principali prestazioni garantite ai lavoratori residenti in Svizzera dalla Legge sull’Assicurazione Disoccupazione (LADI). Lo rende noto il sindacato OCST, che parla di un "vero e proprio fulmine a ciel sereno" che scuote il mondo dei frontalieri e l'intero mercato del lavoro ticinese.
"Il guadagno intermedio" spiega il sindacato, "è un ammortizzatore sociale all’avanguardia che garantisce al lavoratore una sicurezza economica e contrattuale molto importante. I lavoratori svizzeri (e residenti in genere) lo conoscono bene, mentre tra i frontalieri fino ad oggi era un perfetto ignoto".
Visto che non sarà più così, il sindacato spiega nel dettaglio di che cosa si tratta: "In sintesi i lavoratori frontalieri che subiranno una riduzione della percentuale di lavoro presso la stessa azienda avranno diritto ad un’indennità (con il computo del “guadagno intermedio” appunto) che andrà a colmare in parte il salario perduto".
"Per averne diritto il lavoratore frontaliere dovrà ricevere dall’azienda un regolare preavviso di disdetta per la modifica del grado d’occupazione; non sarà invece possibile ridurre l’attività con effetto immediato, ma si dovrà appunto rispettare il periodo di preavviso sancito dal Codice delle Obbligazioni o dai Contratti Collettivi di Lavoro di categoria".
"Durante il preavviso il frontaliere dovrà effettuare le ricerche di lavoro in Svizzera per poter dimostrare alle autorità che si sta prodigando per trovare una nuova occupazione secondo un livello salariale consono a quanto percepito in precedenza".
Il lavoratore dovrà inoltre "annunciarsi all’Ufficio Regionale di Collocamento (URC) per l’iscrizione ed il controllo delle ricerche di lavoro effettuate. Il lavoratore dovrà anche annunciarsi presso la Cassa Disoccupazione OCST per ricevere le prestazioni ossia le indennità di disoccupazione parziale".
Si tratta come detto di una novità assoluta che verrà molto probabilmente apprezzata dai frontalieri. Ma secondo il sindacato bisognerà valutare attentamente eventuali abusi in chiave speculativa da parte delle aziende.
Per il momento si tratta di una semplice comunicazione giunta dalla SECO, la quale invierà nei prossimi mesi le istruzioni operative agli enti preposti. Solo allora verrà svelato a partire da quale data scatterà il diritto che vale, nota bene, solo per la disoccupazione parziale. In caso di disoccupazione totale il frontaliere dovrà continuare a fare riferimento all’Italia e avrà dunque diritto all’indennità NASPI erogata dall’INPS.
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