
La richiesta dei sindacati italiani di ottenere dalle autorità elvetiche una cassa di indennità straordinaria in caso di calamità naturali, come le frane in Bregaglia, per i frontalieri che si ritrovano in difficoltà a recarsi sul posto di lavoro è destinata a rimanere una boutade di fine estate. Per saperne di più clicca qui!
Neanche gli esponenti della sinistra ticinese, che spesso hanno dato manforte ai sindacati italiani nelle leggi a tutela dei diritti dei frontalieri, sembrano infatti intenzionati a sostenere la proposta della CISL Lombardia.
"Mi sembra che non sia proprio necessario in questo momento chiedere un indennizzo per la catastrofe naturale che ha colpito la Bregaglia. - spiega Gina La Mantia, deputata PS in Gran Consiglio - E' un momento dove tutti stanno facendo sacrifici, richiedere una cassa di indennità straordinaria in questo momento non mi sembra proprio tra le priorità su cui lavorare".
Per Sergio Aureli (Unia), il problema non sarebbe neanche da porsi: "Non c'è molto da dire su questa proposta, se non che la situazione è più che mai chiara: una circolare della SECO stabilisce che in caso di condizioni atmosferiche eccezionali, come in questo caso, l'azienda che subisce il disagio può chiedere alla cassa compensazione il lavoro ridotto per i suoi dipendenti. Pertanto esistono già delle direttive che permettono di tutelare dipendenti e aziende, che sono coloro che devono fare questo tipo di richiesta".
MS
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