
Aveva fatto molto discutere e creato malumori, nelle zone di confine italiane, la decisione dell'INPS nel 2012 di bloccare i rimborsi del fondo disoccupazione per i lavoratori frontalieri. Un fondo che ammontava a circa 280 milioni di euro, pagato direttamente dalle tassazioni dei lavoratori italiani in Svizzera.
L'INPS non ha mai voluto sentire ragioni, nonostante le varie azioni sindacali. "Il fondo, pagato con i soldi di chi lavora in Svizzera, è fermo lì. Saranno probabilmente utilizzati dall'ente previdenziale per pagare i propri debiti", commenta sconsolato Andrea Puglia, ufficio frontalieri OCST, a La Provincia di Como. Ma adesso, a distanza di anni, le principali sigle sindacali e i frontalieri vogliono tornare alla carica, cercando di poter usufruire di nuovo del fondo.
L'obiettivo, come riporta il quotidiano comasco, è quello di togliere il tetto massimale, che ammonta a 1'200 euro, alle indennità di disoccupazione perlomeno per i primi 5 mesi. Una soluzione possibile quanto complicata.
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