
La filiale di Lugano del colosso mondiale del lavoro temporaneo Adecco è indagata dal Ministero pubblico del Canton Ticino per il reato di falsità in documenti.
Lo scrive oggi il quotidiano di critica sociale e del lavoro Area.
La più importante agenzie di lavoro temporaneo a livello planetario è sospettata di aver inviato alle autorità cantonali dei contratti indicanti una paga superiore a quanto realmente versato.
Adecco ha infatti inviato agli uffici cantonali preposti al rilascio dei permessi di lavoro dei contratti di lavoro controfirmati dai dipendenti in cui figurava una paga oraria vicina ai 20 franchi. Secondo la Magistratura si tratta di paghe fittizie, in quanto in busta paga i dipendenti ricevevano una cifra inferiore del 20% a quella indicata nel contratto inviato alle autorità.
I dipendenti in questione, tutti impiegati nella stessa fabbrica del Luganese, hanno taciuto per lungo tempo, nel timore di perdere il lavoro, visto che per gli interinali la disdetta è sempre dietro l'angolo.
Ma alcuni operai hanno infine denunciato il caso al sindacato Unia, che ha avviato una causa contro Adecco.
Nel maggio scorso la Pretura di Lugano ha dato ragione agli operai, obbligando Adecco a risarcirli con una decina di migliaia di franchi a testa.
Restano da capire i motivi dell'agire di Adecco, che parla di "errori amministrativi". In ogni caso il solo fatto di inviare alle autorità documenti inveritieri fa scattare d'ufficio l'inchiesta penale. La Procura ha quindi aperto l'inchiesta.
E anche il Cantone osserva gli sviluppi dell'inchiesta da vicino. Il capo della Sezione del lavoro Sergio Montorfani ha dichiarato che "qualora dovesse emergere un illecito, vaglieremo quali provvedimenti adottare in base ai margini di manovra consentiti dalle basi legali di cui disponiamo."
Secondo il settimanale Area, che cita la Legge sul collocamento, la revoca dell'autorizzazione di Adecco rientra tra questi possibili provvedimenti.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

