
Si è tenuto questo pomeriggio l'atteso incontro del Governo e dell’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio con i promotori dell'iniziativa "Prima i nostri".
La riunione odierna avrebbe dovuto permettere, tenendo conto delle diverse proposte già formulate dopo il voto popolare, di definire ruoli e responsabilità per l’elaborazione del quadro giuridico necessario a tradurre in pratica le indicazioni contenute nell’iniziativa popolare costituzionale.
Un'ora abbondante di discussioni non è però bastata per trovare un accordo sulle procedure, con gli iniziativisti e dall'altra parte il fronte spinto dal PPD spaccati sulla scelta rispettivamente tra tavolo di lavoro e commissione parlamentare.
"Noi avevamo formulato la nostra richiesta in modo chiaro - ci spiega seccato Piero Marchesi - ovvero accogliere il primo invito a formare un tavolo di lavoro, come tra l'altro fatto in passato anche per l'iniziativa dei Verdi sui salari minimi. In questo modo anche chi non siede in Parlamento potrebbe proporre elementi per facilitare l'attuazione. Il gruppo di lavoro allargato è la soluzione più immediata e flessibile."
Il presidente dei democratici ticinesi durante la riunione, alla quale hanno partecipato anche i capigruppo parlamentari, ha ribadito la volontà del comitato di sostegno all'iniziativa di "prendersi la responsabilità, come chiesto da PPD e PLR. Chiaramente aspettandoci però collaborazione da parte loro e invece sono rimasti sulla posizione della commissione parlamentare."
L'Ufficio presidenziale ha però rimandato tutto alle prossime settimane, forse a martedì prossimo, scatenando il dissenso dei promotori: "Mi sarei aspettato di uscire dall'incontro con una soluzione" ha concluso Marchesi.
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