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Ticino
Incompatibilità giudici? Parte la consultazione
Redazione
12 anni fa
In arrivo la modifica di legge per introdurre il divieto per un giudice supplente del Tribunale di appello di esercitare l’attività davanti alla camera a cui è attribuito

Il Dipartimento delle istituzioni, con il preliminare accordo del Consiglio di Stato, ha messo in consultazione, presso il Tribunale di appello, il Consiglio della magistratura e l’Ordine degli avvocati del Cantone Ticino, il progetto di modifica della legge sull’organizzazione giudiziaria per introdurre in modo generale il divieto per un giudice supplente del Tribunale di appello di esercitare l’attività di patrocinio davanti alla camera, alla corte o al tribunale cui è attribuito.

I giudici di appello supplenti, i quali non operano a tempo pieno, possono esercitare l’avvocatura e patrocinare le parti davanti alle autorità giudiziarie. L’unica eccezione a questa regola riguarda i giudici di appello supplenti assegnati al Tribunale penale cantonale che non possono esercitare l’attività forense nel campo della giustizia penale.

Nel progetto si propone di estendere il divieto di patrocinare una parte davanti alla camera, alla corte o al tribunale cui è attribuito anche al giudice di appello supplente operante in altri settori del Tribunale di appello. L’estensione del divieto di esercizio dell’attività forense agli avvocati del medesimo studio legale del giudice supplente, che fino ad oggi era prevista solo davanti al Tribunale penale cantonale, è ampliata a tutto l’ambito penale. In materia civile e amministrativa non è stata proposta tale limitazione.

La nuova proposta persegue l’obiettivo di rafforzare l’indipendenza e l’imparzialità della magistratura, alla luce della giurisprudenza del Tribunale federale, sempre più esigente nel garantire questi principi fondamentali. Inoltre anche a livello federale e in alcuni altri Cantoni si manifesta la tendenza a prestare maggiore attenzione alla figura del giudice supplente. Alcuni tribunali si stanno tra l’altro dotando di norme etiche e deontologiche nella forma di codici di comportamento proprio per consolidare una cultura fondatasull’etica.

Al di fuori delle norme giuridiche in materia, spetta difatti in primo luogo agli interessati esaminare l’opportunità di accettare determinati incarichi che sia nella loro attività di avvocato o di giudice supplente di modo da evitare potenziali conflitti di interessi.

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