
Non è ancora chiuso il caso dell’incidente mortale sulla rampa autostradale del Monte Ceneri del 10 maggio 2018 che costò la vita a un 48enne cittadino tedesco al volante di una Tesla. Il Tribunale federale (TF) ha infatti accolto il ricorso presentato della vedova, patrocinata dall’avv. Paolo Bernasconi, contro la decisione della Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello (CRP), cha a sua volta aveva confermato il decreto di abbandono del procedimento firmato dal pp titolare dell’inchiesta.
In seguito all’incidente, il Ministero pubblico aveva infatti aperto un procedimento penale contro ignoti, ordinando in particolare una serie di accertamenti tecnici e peritali. Terminata l'istruzione, con decisione del 30 gennaio 2019, il pp aveva sostanzialmente ritenuto che l'incidente era riconducibile esclusivamente alla negligenza del conducente, che aveva perso la padronanza del veicolo. Anche la CRP aveva però rilevato che “gli accertamenti esperiti dal magistrato inquirente non hanno permesso di accertare l'esistenza di circostanze imputabili a terzi quali cause del decesso della vittima”.
Di diverso avviso, però, sono stati i giudici di Mon Repos. La suprema Corte federale ha citato la serie di prove raccolte dalla ricorrente che non erano però state considerate dalla dal procuratore e dalla CRP. In particolare, si legge nella sentenza dello scorso 24 ottobre pubblicata oggi, la Corte cantonale “si è limitata ad escludere in modo succinto e generico l'esistenza di elementi imputabili a terzi quali possibili cause dell'incidente mortale”. La CRP ha quindi omesso di confrontarsi con il contenuto del reclamo ed ha motivato in modo insufficiente la propria sentenza mentre “avrebbe invece dovuto confrontarsi con le prove addotte dalla ricorrente, spiegando se del caso per quali ragioni non si giustificava di assumerle, segnatamente per quali motivi sarebbero irrilevanti per l'esito del procedimento penale”.
La decisione impugnata deve pertanto essere annullata e la causa rinviata alla CRP, affinché esamini le argomentazioni sollevate con il reclamo e statuisca nuovamente sullo stesso con un giudizio adeguatamente motivato. Il Cantone rifonderà alla ricorrente un'indennità di 3'000 franchi a titolo di ripetibili.
“Per noi è indispensabile che l’inchiesta venga riaperta e che vengano raccolte tutte le prove”, ha commentato a Ticinonews l’avv. Bernasconi, ribadendo l’importanza della decisione del TF. “Abbiamo presentato moltissime richieste di prova ma il pp le ha sempre respinte".
(Sentenza 6B_753/2019 del 24 ottobre 2019)
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