
È stato rilasciato dal penitenziario di Castrovillari (Cosenza) il camionista del Tir che a fine luglio sulla statale 106, nei pressi di Villapiana nel Cosentino, si era schiantato contro un torpedone proveniente dal Ticino, provocando la morte di una 56enne di Lamone e di un 12enne di Marchirolo (Varese), nonché il ferimento di altri 12 passeggeri.
Come riferisce il Corriere del Ticino, il 33enne bielorusso resterà agli arresti domiciliari fino alla prima udienza del processo. Su di lui pendono le accuse di omicidio colposo e guida in stato di ubriachezza. I medici riscontrarono al camionista un tasso alcolemico di sei volte oltre il limite. A seguito dell’udienza del 22 agosto scorso, il Tribunale del riesame di Catanzaro aveva rigettato l’istanza, presentata dall’uomo tramite il suo legale di fiducia, per ottenere come pena detentiva alternativa gli arresti domiciliari in attesa del processo. Provvedimento che è invece stato concesso ora.
L’incidente aveva provocato grande commozione in Ticino, soprattutto nella comunità di mesorachesi, molto presente sul territorio. Il bus, partito da Biasca, si stava proprio dirigendo nella località di Mesoraca, dove i passeggeri avevano intenzione di trascorrere le vacanze di agosto. All’altezza di Villapiana il Tir, guidato dal 33enne, aveva invaso la carreggiata centrando il torpedone. Violento l’impatto nel quale appunto morirono la donna di Lamone e il 12enne, domiciliato a Lugano. Dopo l’incidente, l’autista si era barricato nella cabina del camion perché temeva di essere linciato.
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