
Il procuratore pubblico ha firmato un decreto d’accusa contro il direttore responsabile del "Caffè" per concorrenza sleale e ripetuta diffamazione nei servizi pubblicati sul cosiddetto “caso Rey”. Per gli altri giornalisti la procura si è limitata all’accusa di ripetuta diffamazione.
Una notizia che ha preoccupato Syndicom per "la rapidità del procedimento giudiziario soprattutto se si considera che le domande scomode poste dai giornalisti del Caffé non abbiano ancora trovato una risposta". Ma a non piacere al sindacato, è soprattutto "l’accusa di concorrenza sleale, poiché ha un impatto intimidatorio, che rischia di imbavagliare il dibattito e limita la ricerca della verità da parte del giornalista. Nella ricerca della verità, il giornalista ha il diritto (e il dovere) di denunciare anche i poteri forti. Lo Stato glielo deve garantire: lo afferma la Costituzione".
"L’inchiesta giornalistica ha quindi ancora un futuro?" A chiederselo, anche il sindacalista Nicola Morellato, ai microfoni di Teleticino.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

