
Non si è fatta atendere la reazione di Generale Costruzioni ferroviarie SpA (GCF) al j'accuse lanciato in data odierna dal sindacato UNIA, ovvero di aver minacciato un testimone chiave nell'inchiesta sulle presunte gravi irregolarità riscontrate sul cantiere Alptransit della galleria del Monte Ceneri nell'ambito dei lavori di posa dei binari (vedi articolo suggerito).
In una nota stampa GCF "contesta decisamente le accuse formulate nei suoi confronti", sia a mezzo stampa che in ambito giudiziario. "A tutt’oggi, e occorre ribadirlo con forza, il Ministero pubblico ha sentito diverse persone, collaboratori ed ex collaboratori di GCF in particolare, ma nessuna accusa nei confronti di dirigenti societari è stata ritenuta valida. Questi sono i fatti. Malgrado la ripetuta virulenza degli attacchi, non è stato possibile ipotizzare la commissione di un qualsivoglia reato da parte di un dipendente di GCF".
GCF spiega di essere da mesi in contatto con le autorità penali, "collaborando pienamente con le stesse, avendo consegnato importante materiale probatorio". "Ciò che colpisce maggiormente è il modo di agire di UNIA, che vuole spostare qualunque forma di discussione sulla stampa, rifiutando di discutere delle questioni aperte in un contesto istituzionale o professionale. L’uscita mediatica di oggi dimostra che UNIA non ha fiducia nell’autorità penale e nella capacità di quest’ultima di giungere ad una soluzione equa, essendosi accorta di quanto traballanti siano le proprie censure di natura penale invocate", prosegue l'azienda.
Il Sindacato, ad oggi, "ha rifiutato di sedersi ad un tavolo di discussione congiunto, con i rappresentanti di GCF e della commissione paritetica. È da inizio estate che, tramite i suoi legali, GCF - per iscritto - ha manifestato la propria disponibilità, incondizionata, di incontrare i rappresentanti di UNIA, per capire quali fossero le censure precise ritenute e le richieste da trattare". Tuttavia, "da mesi UNIA rifiuta questo confronto, mentre la commissione paritetica sì è detta immediatamente disposta ad incontrare rappresentanti di GCF".
"Questo rifiuto di UNIA di risolvere gli eventuali problemi con serenità, in un contesto professionale, con al proprio fianco peraltro la commissione paritetica, è stato constatato con grande rammarico da parte di GCF - conclude l'azienda italiana - L’attacco mediatico sferrato oggi da UNIA, prima di tutto contro il magistrato inquirente e poi nei confronti di GCF, è inaccettabile e non fa altro che attestare l’assenza di reale volontà del sindacato di confrontarsi costruttivamente".
GCF ribadisce infine la propria disponibilità ad incontrare rappresentanti di UNIA "in modo da gestire in modo professionale le questioni aperte, soprattutto nell’interesse degli operai".
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