
Non c’è tregua per il termovalorizzatore di Giubiasco. L’Unione svizzera del metallo (USM) punta il dito contro l'assegnazione dell'appalto per la parte elettromeccanica. E scrive: “L’Azienda Cantonale dei Rifiuti ha recentemente asserito – sollecitata dalla nostra Associazione tramite una lettera aperta – che i lavori relativi al rivestimento delle facciate del termovalorizzatore di Giubiasco non solo rispettano perfettamente quanto previsto da capitolato ma ossequiano pure i termini di consegna previsti contrattualmente”. Ma secondo l’USM l’affermazione dell’Azienda cantonale dei rifiuti non corrisponde al vero. Ed eccone i motivi: il rivestimento delle facciate doveva essere completamente terminato entro il 20 novembre. “Come si può facilmente constatare i lavori non sono per nulla terminati”. E ancora: “Contrattualmente erano inoltre stati definiti dei termini parziali, soggetti a penali, pure questi non rispettati”. Un esempio è la facciata lato ferrovia-autostrada “Zona A” il cui termine fissato per la fine dei lavori era dell’11 settembre. Inoltre secondo l’USM le violazioni contrattuali riguarderebbero pure gli standard qualitativi prescritti dal capitolato d’oneri. Ora l'USM è più che mai intenzionata a fare piena chiarezza e provvederà a commissionare e a pagare una perizia neutra “che valuti gli aspetti più importanti dell’appalto, sia tecnici che legali. Aspetti in merito ai quali, in questo preciso contesto, l’Associazione e i nostri associati ritengono di essere stati raggirati”.
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