
La documentazione sui salari è arrivata. Molte delle ditte finora inadempienti hanno consegnato nelle ultime ore le copie delle buste paga degli operai impiegati sul cantiere dell’inceneritore di Giubiasco. I documenti pervenuti all’autorità di controllo dovranno ora essere esaminati per verificare la corrispondenza tra contratti e salari. Questa mattina il ministro Marco Borradori ha riferito alla commissione parlamentare della gestione, ribadendo che in tutta questa vicenda l’Azienda cantonale rifiuti non ha alcuna responsabilità, essendo le questioni contrattuali di competenza del consorzio che costruisce l’impianto. Anzi: l’ACR ha sempre garantito e continuerà a garantire piena collaborazione con ispettori e commissione paritetiche alle quali spetta il compito di controllare i cantieriBorradori ha fatto sapere che il consorzio che costruisce la parte elettromeccanica dell’impianto ha interrotto il rapporto di lavoro con due ditte subappaltatrici. Secondo il ministro Borradori se abusi ci sono stati sul piano salariale essi riguardano una piccola parte del valore del cantiere. Meno dell’1% di 150 milioni di franchi, quindi meno di un milione.In attesa delle verifiche sulle buste paga si sta esaminando la legalità della catena di subappalti che si è innescata sul cantiere di Giubiasco con una trentina di ditte coinvolte. E c’è preoccupazione in vista dell’apertura di altri grandi cantieri (dalla galleria del Ceneri, al Palace di Lugano). Sia Borradori, sia il deputato socialista e segretario di UNIA Saverio Lurati, sia il presidente della Gestione Giovanni Merlini sono convinti che ci voglia maggiore attenzione per evitare abusi e fenomeni di dumping. In questo senso verrà probabilmente creata una sorta di task force per la sorveglianza delle grandi opere. In ogni caso la Gestione si è dichiarata soddisfatta per le spiegazioni ricevute.
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