
Martedì 7 agosto, ore 7.09. al 118 arriva una telefonata che segnala un veicolo in fiamme nella galleria del Piottino. Alle 7.11, anche la Polizia cantonale conferma l’evento, avvolta dalle fiamme è una bisarca carica di automobili.
Alla centrale dei pompieri di Biasca scatta l’allarme. La prima autobotte si mette in strada dopo 5 minuti, un ottimo tempo d’intervento per una caserma di volontari. Secondo Google Maps per arrivare sul posto servono 19 minuti, un veicolo d’emergenza traffico permettendo potrebbe essere più veloce.
Nella caserma del Centro d’intervento del Gottardo ad Airolo, invece, l’allarme non è scattato. Da lì, il tempo di percorrenza, sarebbe stato di 9 minuti. Il tempo di reazione, invece, inferiore ai due minuti. I 26 pompieri di Airolo infatti sono tutti professionisti e in caserma c’è sempre una squadra pronta.
Anche per loro, ovviamente, traffico, code e altri impedimenti rimangono un’incognita. Per questo le procedure in caso di incendio in galleria sono chiare: si procede con il cosiddetto attacco a tenaglia. Una strategia spiegata dal libro di tattica dell’International Fire Academy di Balsthal, scuola obbligatoria per tutti i pompieri che lavorano sulle autostrade svizzere. In particolare, il testo recita nel seguente modo: "In caso di evento in un tunnel, bisogna sempre intervenire simultaneamente da entrambi i lati dell’opera".
Come mai non è dato saperlo: l’Ufficio federale delle strade, contattato da TeleTicino, spiega solo che un’inchiesta è stata aperta sull’incendio e sull’impiego dei pompieri il 7 agosto nel Piottino.
Da parte loro, dalla centrale 18 dichiarano che la procedura informatica guidata indirizza la chiamata a chi ha competenza sulla tratta, in questo caso Biasca. Meno chiaro capire perché ad Airolo non siano stati chiamati, visto che in questo caso la scheda di sicurezza del tunnel prevede un intervento congiunto.
I pompieri di Biasca, invece, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni a TeleTicino, in quanto un’inchiesta è in corso. Sottolineando come l’intervento sia perfettamente riuscito, senza vittime e con danni minimi alla struttura.
Nessun commento anche sulla sicurezza dei militi. Nelle foto e nei video diramati dallo stesso corpo dei pompieri, infatti, si può notare come alcuni uomini non fossero dotati di respiratore. Una pratica che non coincide con quanto insegnato dalla International Fire Academy che recita: "Nei tunnel e di fronte ai portali il fumo può arrivare improvvisamente in ogni momento. Per questo l’International Fire Academy raccomanda che tutti i pompieri nel tunnel, inclusi ingegneri e ufficiali, siano equipaggiati con apparecchi respiratori adatti".
Tutto, invece, secondo i pompieri di Biasca, sarebbe stato fatto in sicurezza. E infatti, il 7 agosto, sul Piottino è andato tutto liscio, ma non sono pochi tra gli addetti ai lavori che hanno indicato nella fortuna, il motivo della scampata tragedia.
Maggiori dettagli nel servizio del Tg di TeleTicino
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