
Il 21enne che lo scorso 24 gennaio ha dato fuoco alla casa di Avegno dove, nella primavera 2022, suo fratello aveva ucciso la madre, sarà sottoposto a una misura di assistenza riabilitativa anticipata, per un periodo di prova di circa tre mesi. Lo ha deciso questa mattina il giudice delle Assise correzionali Mauro Ermani, che ha voluto dare un'opportunità all'imputato vista la sua giovane età e la sua volontà di cambiare, riferisce La Regione.
Le accuse
Il 21enne è stato rinviato a giudizio dal procuratore pubblico Zaccaria Akbas con l'accusa di incendio intenzionale (per aver appiccato il fuoco nella camera da letto dove è stata uccisa sua madre) e rottura di sigilli, ma anche per altri episodi - in particolare per violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari, danneggiamento e contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti - per cui si ritornerà in aula fra circa tre mesi.
Una misura riabilitativa
Il giudice ha riconosciuto al 21enne di essere stato lontano dalla bottiglia per un lungo periodo e ha quindi deciso per il trasferimento in una struttura in Ticino come alternativa al carcere e per curare le sue problematiche. "La sua è una storia lunga, che non nasce dall'orribile fatto di sangue, ma molto, molto prima", ha dichiarato Ermani. "Per la prima volta è stato assente dall'alcol a lungo e ha maturato l'intenzione di farsi curare. Questa è un'opportunità che è giusto offrirle". Se il giovane non dovesse rispettare il periodo di prova di tre mesi, astenendosi dal consumo di alcol e stupefacenti e da atti lesivi, verrebbe nuovamente trasferito in carcere e regolarmente processato alle Assise criminali.

