
Il deputato PS Bruno Storni ha inoltrato un’interrogazione riguardante il caso dell’incendio del bosco di protezione Zona Sasso Fenduto a Riazzino di fine/inizio anno e "del tardivo intervento malgrado ci fosse a disposizione un Super Puma dell’Esercito all’aeroporto di Magadino". L'atto parlamentare, ricordiamo, segur la polemica già divampata via social a inizio gennaio che aveva coinvolto lo stesso deputato PS e HeliTV (vedi articolo suggerito).
Per Storni questo "tardivo intervento" ha portato "alla perdita del controllo dell’incendio, che in due riprese era stato dichiarato spento per poi vederlo ripartire". A detta del deputato si tratta di un caso molto problematico: "Non è il primo e visto quanto successo si si chiedono sia chiarimenti sull’accaduto ma pure un approccio diverso dell’organizzazione del picchetto e dell’impegno di elicotteri per garantire una miglior protezione dei boschi di protezione".
Di seguito il testo compelto dell'interrogazione:
"Il recente incendio del bosco di protezione in zona Sasso Fenduto a Riazzino a monte dell’area edificata di Lavertezzo Piano, iniziato il 31 dicembre, purtroppo è durato ben 5 giorni sebbene fosse partito a 2 chilometri dall’Aeroporto Cantonale di Magadino e dalla Base Aerea Militare dove a quanto abbiamo potuto leggere sul quotidiano La Regione del 12 febbraio 2019, le Forze armate avevano messo a disposizione del Cantone un elicottero Super Puma proprio in considerazione dell’alto rischio incendi che la situazione meteo di fine dicembre lasciava presupporre.
“Informando la Sezione forestale del Dipartimento del Territorio - spiega il comandante della Base Aerea di Locarno colonnello Martin Hösli - abbiamo dislocato a Locarno questo velivolo. Ci fosse stata un’esigenza specifica (grado di allarme elevato), avremmo avuto qui anche un equipaggio. Per ogni evenienza disponiamo comunque di piloti ticinesi pronti a prendere i comandi dell’elicottero in questione in tempo utile. Gente con grande esperienza di volo addestrata allo spegnimento e che spesso svolge il proprio lavoro come pilota di ditte civili, dell’elisoccorso oppure in vesti di istruttore di scuola di volo militare qui a Locarno.”
Purtroppo malgrado la disponibilità dell’esercito (a costo zero), non accolta dai nostri servizi Cantonali, e l’accordo con la possibilità di attivare un picchetto d’intervento rapido elicotteri civili “Convenzione per la lotta contro gli incendi, gli inquinamenti e i danni della natura in Ticino mediante elicotteri” con tempi di reazione di 15 minuti, si è dovuto attendere circa un’ora per vedere in volo il primo elicottero per spegnere un incendio che nel frattempo era già sfuggito al controllo ma che avrebbe potuto essere spento con pochi di voli se effettuati nei primi 15 o 30 minuti.L’inizio dell’incendio era ben visibile da tutto il Piano di Magadino in particolare dalla torre di controllo dell’aeroporto Cantonale e disponendo di un elicottero di picchetto con equipaggio si poteva partire entro pochi minuti dall’inizio dell’incendio (tempi di reazione da REGA o ambulanza).
Chiaramente un’opinione personale ma senza un’inchiesta esterna che la smentisca non ho argomenti per ipotizzare altro anche a fronte delle affermazioni del Capo della Sezione Forestale a Teleticino che ha giustificato la perdita di controllo dell’incendio dicendo che quel giorno c’era un “..fortissimo , fortissimo vento ...“ e che un elicottero tipo Superpuma non avrebbe contribuito ad uno spegnimento più rapido. A quanto mi risulta quel giorno il vento non era affatto “ fortissimo, fortissimo “ ma tra i 5 e 10 m/s cioè max 36 km/h verso le 14 (fonte www.oasi.ti.ch). Quello che invece era sicuro è il fatto che da novembre le precipitazioni erano state estremamente scarse meno di 10 mm e la situazione era a rischio da almeno metà dicembre.
In ogni caso se l’intensità del vento fosse stata realmente come affermato del Capo Sezione combinata con l’assenza di precipitazioni da settimane avrebbe richiesto la dichiarazione dello stato d’allerta (divieto accensione fuochi all’aperto) e quindi la disponibilità anche di un equipaggio già prima di Natale, considerando anche le previsioni meteo per il periodo festivo. Prendo atto con piacere che attualmente è in vigore il divieto emanato il 19 febbraio sebbene neanche 3 settimane prima abbiamo avuto importanti nevicate, un segnale di cambiamento di strategia.Da chiedersi quindi anche a fronte dell’offerta del Superpuma e la consapevolezza che la situazione fosse rischio da settimane, come mai il Cantone ha decretato la situazione d’allerta rischio incendi solo il 31 gennaio alle 9:30.
Considerato che il 90% dei nostri boschi ha funzione di protezione e Confederazione, Cantoni e Comuni investono notevoli somme per la manutenzione e risanamento di questi boschi, ritengo sia imperativo disporre di un dispositivo d’intervento tempestivo in caso d’incendio. Manca un picchetto elicotteri civili o militari pronto da intervenire in 15 min in situazioni di grado 3 ( divieto accensione fuochi).
Quanto successo a Riazzino preoccupa quanto a tempestività e di conseguenza efficienza della lotta contro gli incendi nei boschi di protezione in particolare riguardo alla procedura per attivare l’impiego di elicotteri civili, o militari, per quest’ultimi è ancora più lunga come descritto nell’articolo citato.
Al fine di chiarire le circostanze e le dinamiche dell’incendio presento le seguenti domande al CdS:
1. È corretto quanto riportato da LaRegione che l’Esercito aveva messo a disposizione tra Natale e Capodanno (gratuitamente) un SuperPuma ritenendo la situazione in Ticino a rischio incendio?2. Se sì per quale motivo non è stata accettata l’offerta e non è stata chiesta la disponibilità di un equipaggio come da offerta Esercito visto che comunque la situazione era a rischio già da ben prima di Natale?3. Per quale motivo l’avviso di divieto assoluto di accendere fuochi all’aperto in Ticino (art 4 RLLI art 28 LCFo), sebbene la situazione fosse a rischio da prima di Natale, è stato deciso e pubblicato solo il 31 dicembre alle ore 9 e 30, e non già in precedenza ?4. Era stato attivato il picchetto d’intervento rapido (Convenzione citata) ? se Sì da quando e perché si è impiegato tanto per il primo intervento, nel caso contrario per quale motivo non è stato fatto?5. Dopo quanto tempo dall’inizio dell’incendio è iniziato l’intervento di spegnimento sul terreno e con elicotteri?6. Dopo quanto tempo dall’inizio dell’incendio il Cantone ha richiesto l’intervento dell’Esercito?7. Quanti elicotteri sono stati impegnati e quante rotazioni sono state effettuate per ogni giorno dell’incendio?8. Quanti Uomini sono stati impegnati nello spegnimento a terra per ogni giorno dell’incendio?9. A quanto ammontano i costi per lo spegnimento dell’incendio in questione, e del totale degli incendi 2018?10. Perché non si modifica la procedura di richiesta per l’intervento di elicotteri (civili o militari) in modo da anticipare l’intervento immediatamente con la ricezione di un allarme incendio, senza dover passare per la lunga sequenza decisionale che parte dal Capo intervento, al Funzionario della Sezione Forestale (che devono prima arrivare sul posto), e prosegue, se Militare, al Coordinatore Divisione Territoriale 3, all’Ufficiale di picchetto del Comando Operazioni a Berna?11. Che cosa intende intraprendere per accelerare in futuro l’intervento di elicotteri nella lotta contro gli incendi di boschi e migliorare la protezione dei boschi di protezione?"
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