
La sera del 26 maggio scorso ha appiccato due incendi a Massagno. Prima dando fuoco a un motorino nel garage di una palazzina, poi alla cantina di un immobile composto da 15 appartamenti in via Ceresio a Massagno. In quest’ultimo incendio, 19 persone sono rimaste intossicate, tra loro anche dei bambini.
L’uomo, al beneficio dell’assistenza, ha dei precedenti specifici. Conosciuto alle autorità dagli anni '90, era già stato indagato per un incendio doloso nel 1995 e condannato per un incendio intenzionale nel 2009. A pesare sulle sue azioni probabilmente anche il consumo di alcol e droghe.
L’uomo, difeso dall’avvocato Yasar Ravi, contesta le accuse. In particolare afferma di soffrire di un vuoto di memoria riguardante i momenti in cui sono stati appiccati gli incendi. Racconta di aver cercato di penetrare in alcuni immobili, dove voleva sottrarre denaro dalle lavanderie condominiali.
Nel corso dell’interrogatorio in aula ha negato però di aver appiccato fuoco ai due immobili. Il giudice gli ha contestato il vuoto di memoria, ma l’imputato ha continuato: “Se lo avessi fatto, lo saprei”.
A giudicarlo la Corte, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta. Decisiva per la decisione sarà la perizia psichiatrica che ravvisa delle patologie e che propone un trattamento stazionario.
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