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Ticino
Incendi e furtarelli contro il negozietto di Cureglia
Redazione
11 anni fa
Il negozio d'alimentari "a chilometro zero" sperimenta i pro e i contro del legame stretto tra consumatore, produttore e venditore

Non erano in molti a credere che ce la potessero fare, e le difficoltà inizialmente sono state diverse: due gli incendi dolosi dei cestini della spazzatura che il negozio ha denunciato alla polizia, e ancora oggi piccoli furtarelli del pane appena consegnato dal fornaio. Tuttavia, malgrado le “manovre dissuasive”, se di manovre possiamo parlare, oggi il negozio "Assapora" ed il progetto ad esso connesso, stanno prendendo piede e sono anche appoggiati dalla popolazione di Cureglia. A Kilometro 0 (AKMO) mira a sensibilizzare la popolazione sul tema dell'alimentazione e propone a Cureglia, nel negozio "Assapora", una vasta scelta di prodotti alimentari agricoli a chilomentro 0". Spiega Luca D'Urso, uno dei gerenti, che precisa che "AKMO cerca di ricreare il legame, ormai perso, tra cittadino (consumatore) e produttore." 

Sotto i portici nel nucleo di Cureglia, dove prima c’era un negozio di alimentari che vendeva cibi di marche generiche e serviva kebab, da ottobre due giovani residenti della Capriasca, ci hanno creduto e hanno aperto “Assapora”. In breve tempo gli abitanti di Cureglia si sono ritrovati a intraprendere un viaggio culinario che dalla Turchia li ha riportati al Ticino.

Che incendi e furtarelli siano frutto di nostalgici non ci è dato a sapere e i due gerenti non si sbilanciano. La discussione con il nostro interlocutore rimane così su toni sereni che sottolineano piuttosto gli aspetti positivi dell'esperienza. D'Urso ci lascia quindi senza ulteriori informazioni sulla situazione, ma ci concede comunque un'ulteriore considerazione sulla peculiarità del progetto: "Esistono altri negozi simili al nostro, ma sono per lo più strutture enogastronomiche, aperte solo in certi momenti dell’anno, generalmente secondo i periodi turistici. Noi vogliamo essere al tempo stesso un negozio che fornisce tutti i beni primari utili agli abitanti del Paese a prezzi accessibili, come nel caso del negozio esistente prima, ma che a differenza di quest'ultimo, non provengono da fornitori/grossisti del mercato globalizzato.” 

Dopo un “battesimo di fuoco”, parrebbe quindi che i gerenti siano determinati a proseguire l'avventura.

SF

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