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Ticino
Incarichi nella scuola, VPOD: «Si rischia la bolla di illegalità»
© Chiara Zocchetti
© Chiara Zocchetti
Red. Online
2 giorni fa
È l’allarme lanciato dal sindacato VPOD in una nota: «Numerose segnalazioni indicano un prolungamento degli incarichi, senza che risultino sempre chiari o fondati i motivi della mancata nomina»

«Incarichi precari nella scuola, c’è il rischio d’esplosione di una bolla di illegalità»: è l’allarme lanciato dal sindacato VPOD in una nota diffusa oggi. L’impressione del sindacato è che, «dietro a discrezionalità e opacità dell’attuale sistema di assunzione, rischi di scoppiare una bolla dell’illegalità che ha finora tenuto troppi docenti abilitati nella forma precaria dell’incarico annuale». L’incarico – si legge – «non garantisce infatti la stabilità dell’impiego, la conservazione del proprio grado d’occupazione, né tantomeno una tutela in caso di mancato rinnovo, come per la nomina». Per questa ragione il VPOD ha inoltrato alcune richieste di chiarimento in merito sia al Consiglio di Stato che al DECS.

Una prassi «insostenibile»

Ma andiamo con ordine. Nella risposta all’interrogazione 768 dell’11 febbraio, ricorda il sindacato, il Consiglio di Stato «sostiene che la nomina dei docenti non sarebbe possibile in assenza di sufficiente certezza sulle ore future, ritenendo in tali casi giustificato il mantenimento dell’incarico». Ma secondo il VPOD «questa impostazione riflette una prassi, constatata sul terreno, che risulta però sempre più insostenibile dal profilo sindacale e giuridico».

Cosa dice la legge

La Legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato, che regola la materia, contiene sia il principio della nomina, sia «le sole eccezioni che consentono il ricorso all’incarico»: come assunzioni vincolate a progetto, titolari in congedo od occupati con altri incarichi, mancanza di concorrenti idonei, vacanza di un posto per almeno sei mesi. «Ma non più, ad esempio, il criterio di un grado d’occupazione inferiore al 50%».

«Privo di base legale»

Al di fuori di tali casi, evidenzia il sindacato «il mantenimento di un rapporto d’impiego sotto forma d’incarico è privo di base legale. Se non ricorrono queste eccezioni, un incarico risulta pertanto illegittimo e il Cantone deve assumersi la responsabilità di attribuire una nomina. La disponibilità di ore costituisce insomma una giustificazione organizzativa, che non trova riscontro nella legge né non può giustificare una deroga a questo principio».

Le domande al Governo

Secondo il VPOD, invece, «numerose segnalazioni indicano un prolungamento degli incarichi, senza che risultino sempre chiari o fondati i motivi della mancata nomina». Per questa ragione il sindacato il Sindacato ha scritto al Consiglio di Stato e al DECS elencando diverse richieste: accertare il rispetto dei criteri di nomina, esplicitare negli atti d’assunzione la ragione del mantenimento dell’incarico (attualmente non indicata), chiarire le ore di insegnamento non attribuibili mediante nomina a livello cantonale e quelle assegnate come incarico a questo titolo.

Una problematica, «cruciale per la trasparenza delle assunzioni», che sarà affrontata dal sindacato nel corso dell’assemblea VPOD del 15 aprile, che si terrà alle 20 all’Hotel Internazionale di Bellinzona.