
"Se entro fine anno non cambia la linea editoriale del Mattino della domenica te la faremo pagare". E' questo - come anticipa il Corriere del Ticino - il tenore della lettera minatoria giunta giovedì al direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Lo scritto è anonimo e contiene diversi errori. Ma malgrado ciò è stato preso sul serio. La polizia sta facendo delle verifiche. E presso la casa di Norman Gobbi nel Sopraceneri è stato predisposto un dispositivo di sicurezza. Inoltre è in fase di allestimento una denuncia al Ministero pubblico contro ignoti per i reati di minaccia a pubblico ufficiale e tentata coazione. Al Dipartimento delle istituzioni non si lascia insomma nulla al caso.Ipotesi FalòLa prima pista che stanno seguendo gli inquirenti è quella di uno squilibrato che avrebbe scritto la lettera, tra l'altro piena di errori, che avrebbe quale obiettivo finale - sull'onda della trasmissione Falò dedicata al Mattino della Domenica - di far cambiare i toni del domenicale leghista. La seconda pista è quella degli ultras. La pista ultrasPrima i cartelloni contro il tifo violento pasticciati con scritte ingiuriose e la foto di Gobbi al posto dell'uomo incappucciato. Poi i volantini distribuiti alla Valascia, nel corso dell'ultima partita dell'Ambrì, che attaccavano Gobbi e la nuova legge contro il tifo violento. E ora questa lettera, che potrebbe anche essere il terzo capitolo degli attacchi del mondo ultras ticinese contro il direttore del Dipartimento delle istituzioni che vuole varare una legge più repressiva.Gobbi: "Inaccettabile prendersela con la mia famiglia""Prendersela con me - ci dice Gobbi - va bene. Ma questa volta riguarda la mia famiglia. E ciò è inaccettabile. Non è la prima volta che succede. Ce l’hanno in particolare con quello che scrive il Mattino della Domenica. Ma io non sono il Mattino. E non lo sono nemmeno i miei famigliari”. I precedenti di Boris e Giuliano Bignasca Non è la prima volta che un esponente leghista viene minacciato o aggredito. Quest'estate - ricordiamo - il direttore del Mattinonline Boris Bignasca era stato picchiato da tre giovani in città vecchia a Locarno durante il Festival del film (per saperne di più clicca qui). E nel settembre del 2010 a Riva San Vitale (per saperne di più clicca qui) era stata conficcata nel terreno una finta tomba recante scritte offensive contro Giuliano Bignasca e il suo movimento. "Se necessario, per difenderci, ci armeremo", aveva commentato Giuliano Bignasca. red
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