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Ticino
"Inaccettabile la decurtazione salariale", i docenti Lilu1 pronti per la protesta
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
Il corpo docente del Liceo cantonale Lugano 1 esprime le sue perplessità e il suo malcontento per le misure di risparmio contenute nel Preventivo 2024 che concernono la scuola.

Le misure di risparmio contenute nella proposta di Preventivo 2024 avanzata dal Consiglio di Stato qualche settimana fa suscita "grandi perplessità e un diffuso malcontento" presso il corpo docente del Liceo cantonale Lugano 1, che ieri ha adottato una risoluzione, prendendo tre decisioni. Il corpo docente ha prima di tutto deciso di aderire alla protesta di mercoledì 22 novembre a Bellinzona, indetta dai sindacati Vpod, Ocst, Sit e appoggiata dall'associazione ErreDiPi. Fa inoltre appello ai sindacati, alle altre sedi scolastiche e agli altri dipendenti cantonali affinché "si possano coordinare fin da subito forme di mobilitazione tese a contrastare i tagli previsti". Infine si riserva di valutare e adottare forme di astensione dal lavoro o di limitare le proprie prestazioni "in risposta all'inaccettabile decurtazione salariale prevista".

L'indebolimento del tessuto sociale

"I tagli previsti alla spesa sociale – si pensi anche solo alla riduzione dei sussidi di cassa malati per più di 6’000 persone – causano un indebolimento della tenuta del tessuto sociale, in una fase in cui la congiuntura economica non è favorevole e da più parti si lancia l’allarme sui pericoli derivanti dalla perdita di potere d’acquisto del ceto medio e dell’aumento dei livelli di povertà", evidenziano i docenti nella risoluzione adottata ieri. Proprio la scuola, sottolineano, "è un osservatorio privilegiato attraverso cui è facile cogliere le conseguenze del disagio sociale che tali misure provocano nelle famiglie, soprattutto se reiterate nel tempo: scelte del genere si dimostrano poco lungimiranti di fronte ai costi sociali che implicano sul lungo periodo".

Progressivo degrado delle condizioni quadro dei docenti

Il corpo docenti ritiene inoltre "inaccettabile" la scelta di perseverare nell'affrontare i problemi di bilancio del Cantone dando la priorità alla riduzione delle uscite. "Sottofinanziare i servizi statali e quelli offerti dagli enti sussidiati dallo Stato – riducendo il loro personale, rendendolo più precario, peggiorandone le condizioni di lavoro – significa inevitabilmente peggiorare la qualità del servizio pubblico". Stando ai docenti a partire dagli anni '90 la scuola ha in particolare subito "uno stillicidio di disposizioni che hanno progressivamente degradato le condizioni quadro entro le quali i docenti si trovano a operare e al contempo ridotto l’attrattiva di una professione fondamentale per il futuro delle giovani generazioni".

Salario decurtato

Infine i docenti considerano inaccettabile l'ennesima richiesta di un contributo di solidarietà applicato alla retribuzione dei dipendenti cantonali: "Sommando tale misura, il 2% della parte di salario che eccede i 60mila franchi, al rifiuto di riconoscere anche solo parzialmente il rincaro (che per il 2023 supererà il 2%) e alla recente decisione di aumentare dello 0,8% i contributi pensionistici a carico dei dipendenti affiliati all’IPCT, nel 2024 chi lavora per il cantone si vedrà decurtato il proprio salario di migliaia di franchi (da quasi 1’000 franchi annui per le retribuzioni più basse a 5’000 franchi per i salari più elevati)".