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Pozzo Polenta
«In un momento di crisi idrica, un errore dismettere i pozzi del Mendrisiotto»
Redazione
6 ore fa
L’associazione «La goccia che conta» ha lanciato una petizione per salvare i pozzi esistenti con l’arrivo dell’Acquedotto a lago

Si chiama «La goccia che conta»: è un’associazione rigorosamente apolitica costituitasi a difesa di un obiettivo ben chiaro. Difendere i pozzi locali e le acque sotterranee del Mendrisiotto. Il comprensorio, come noto, nel 2027 passerà alla storica captazione via lago, dismettendo i vari pozzi locali esclusi dall’Acquedotto regionale.

Salvare le strutture esistenti

«Queste strutture che comunque sono costate parecchio» spiega Dafne Mombelli, membro dell’Associazione «dovrebbero essere conservate per poter estrarre acqua non potabile…visto che quella potabile diventerà sempre più costosa». Soprattutto in un momento dove siccità e cambiamento climatico stanno mettendo sempre più sotto pressione il territorio. Di qui la proposta: a breve termine continuare a utilizzare i pozzi per usi non alimentari: dall’agricoltura, all’industria, fino al lavaggio di strade o all’irrigazione. E poi, nel lungo termine, per – quantomeno – cercare di sanare un problema di lungo corso nella regione, quell’o dell’inquinamento delle falde.

Il caso emblematico del pozzo Polenta

«Siamo davanti al Pozzo Polenta perché questo sito ha una storia emblematica» dichiara Paola Sciolli, anche lei membro dell’Associazione. «Il pozzo ha visto succedersi diversi inquinamenti, l’ultimo, da idrocarburi, ne ha comportato la chiusura ben 18 anni fa…e il terreno non è ancora stato risanato. La falda continente acqua non potabile che potrebbe essere utilizzata per diversi scopi di grande utilità, ma questo non è possibile perché i lavori di bonifica non sono ancora stati avviati».

La petizione: tre punti centrali

L’Associazione ha lanciato una petizione che rivendica tre punti centrali:
1. Sospensione immediata di ogni piano di dismissione o cementificazione dei pozzi.
2. Riconversione di questi impianti come riserve di acqua non potabile a disposizione di enti pubblici, aziende, e per le emergenze climatiche.
3. Risanamento delle acque sotterranee inquinate, con priorità assoluta per il Pozzo Prá Tiro di Balerna e per il Pozzo Polenta di Morbio Inferiore